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11 e Lode è il primo doposcuola per bambini di scuola primaria, che allena l’autonomia, le emozioni e le relazioni.

Nasce dall’amore per il benessere emotivo dei bambini, dalle difficoltà di una scuola obsoleta e anacronistica, e dalla motivazione di aiutare i bambini a sviluppare potenziali interiori utili per la vita, di cui nessuno si occupa.

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In 11 e Lode aiutiamo i bambini a:

  • Aumentare la fiducia in se stessi
  • Potenziare l’autostima
  • Imparare a gestire le emozioni
  • Essere più autonomi
  • Eliminare paure, ansia e tensione
  • Allenare la creatività e la fantasia
  • Migliorare la relazione con gli altri
  • Essere più sicuri di sé
  • Acquisire nuove abilità comunicative
  • Vivere in armonia con gli altri
  • Sviluppare coraggio e determinazione
  • Amare la conoscenza e lo studio
  • Aumentare la motivazione al rendimento

L’ingresso nella scuola primaria rappresenta per molti bambini un trauma.

Passano da anni di gioco, movimento, libertà e scoperta ad essere ingessati per molte ore fra una sedia e un banco, senza potersi muovere, senza poter parlare, senza poter giocare, obbligati ad uno studio mnemonico, razionale e terribilmente noioso.

Non sto esagerando, sono le emozioni che tanti bambini mi hanno raccontato.

La prescolarizzazione ha fatto in modo che i bambini, già in prima elementare, debbano sapere scrivere correttamente e arrivare in classe la mattina con i compiti perfetti. Del resto le maestre vivono le loro difficoltà nella gestione di 25/30 bambini e quindi pretendono che le cose si facciano in un certo modo.

Così il bambino incapace di evitare gli errori, (non perché non sia intelligente o competente, ma perché l’errore fa parte della vita e della conoscenza) è costretto ad essere aiutato da qualcuno.

Molto spesso la mamma, un parente o una babysitter, lo aiutano a fare i compiti.

Ma non solo. I problemi principali che i bambini vivono oggi sono:

  • Distrazione
  • Troppi compiti
  • Difficoltà/Blocco in qualche materia
  • Mancanza di Volontà
  • Bisogno di aiuto

Tutto questo genera ansia e stress nei bambini e nei genitori!

I genitori hanno paura che i propri figli:

  • non riescano ad essere concentrati
  • si sentano insicuri
  • perdano la fiducia in se stessi
  • abbiano poca autostima e si isolino
  • si trovino in difficoltà alle scuole medie
  • non sviluppino realmente i loro talenti

D'altro canto ogni genitore si aspetta che il proprio figlio:

  • viva la scuola e i compiti con gioia e serenità
  • diventi più forte e creda nelle sue capacità
  • sviluppi i potenziali utili a scuola e nella vita (fiducia, coraggio, determinazione, resilienza, calma e pazienza)

Il sistema scolastico taglia fuori i bambini più lenti, i bambini più timidi, i bambini più distratti, i bambini più insicuri, ma anche i bambini molto intelligenti e capaci che non hanno idea di come si faccia a sopravvivere in questa giungla.

Non so se ti è mai capitato di andare al ricevimento scuola famiglia e di sentire il maestro dire: <<è intelligente, ma deve trovare il suo metodo di studio>>.

La mia domanda è <<dove lo trova?>> e soprattutto <<dove lo cerca?>>.

Non è forse a scuola che si dovrebbe imparare il modo corretto di studiare?

Non è forse competenza scolastica educare i bambini all’amore per la ricerca, la scoperta, lo studio e la conoscenza?

No. Nulla di tutto questo. Il bambino è solo senza una guida che lo aiuti a studiare con più efficacia. E anche le famiglie sono sole. Le conseguenze gravano sulle famiglie, sole, piene zeppe di compiti eccessivi, superflui e spesso inutili.

Non sei d'accordo con me che i compiti siano diventati un grosso problema per molte mamme e per molti papà?

All'uscita da scuola, il problema dei compiti investe la famiglia per il resto della giornata.

In questa scuola super competitiva conta di più il voto del come stai dentro o del quanto ci hai messo a imparare quella cosa.

Così educhiamo i nostri bambini ad essere super competitivi e a riconoscere il loro valore nei voti che prendono.

Fin dalla prima elementare, un bambino che prende 7 è uno sfigato, quello che prende 10 è figo. E il bambino ne soffre perché si sente inferiore.

Ma anche tu mamma ne soffri, vero?

E poi soffrono quei bambini un po’ più lenti che non riescono a scrivere con velocità tutto quello che la maestra ha scritto sulla lavagna.

Soffrono anche quei bambini che fanno i compiti fino a sera tardi senza poter giocare.

E soffrono i nonni che non sanno come tenerli e li mettono davanti alla televisione.

I genitori, anche se non lo ammettono fino in fondo, anzi spesso lo negano, soffrono nel vedere il figlio o la figlia con voti bassi (7 è un voto basso!) perché sanno che il figlio riceverà un'etichetta di inferiorità sia dalle maestre, sia dai suoi compagni!

Sprechiamo il nostro tempo a far memorizzare un milione di dati che poi nessun bambino ricorderà mai, e sprechiamo il tempo a mettere voti che nulla dicono di come migliorare e si trasformano in un mero giudizio fine a se stesso.

Il risultato è noia mortale, disattenzione in aumento, pomeriggi passati sui compiti fino a sera tardi, nessuno spazio per il gioco e la socializzazione.

Stiamo crescendo un popolo di frustrati e falliti.

Stiamo sbagliando tutto.

Fortunatamente alcuni genitori se ne sono resi conto:

Vogliamo bambini competenti: ci siamo lasciati manipolare dalla retorica delle competenze e del profitto e ci siamo dimenticati delle persone, delle loro emozioni, paure, della loro rabbia e della loro felicità, dei loro turbamenti interiori e della loro capacità di essere brillanti e geniali.

Cosa facciamo oggi per tirare fuori la genialità che è in ogni bambino?

Cosa facciamo per aiutarli a dialogare con le proprie emozioni?

Come li aiutiamo a sviluppare fiducia, creatività e capacità di risolvere i problemi?

Chi insegna tutto questo ai bambini?

Chi li aiuta a riconoscere in se stessi una persona pensante dotata di intelligenza e di valore che va ben oltre il voto scolastico?

Nessuno, nessuno se ne occupa.

La società delle competenze sta sfornando un’infinità di bambini insicuri, frustrati, scoraggiati, infelici, con sempre più disturbi di apprendimento e sviluppo.

E’ questa la naturale evoluzione dell’uomo? E’ così che deve essere?

Oppure è la naturale conseguenza dell’ aver cancellato l’infanzia e privato i bambini del gioco, della creatività, dell’arte, della motricità, cioè di tutte quelle cose che li fanno crescere sani, equilibrati e felici?

Chi sono veramente i bambini?
Lo sappiamo, oppure ce lo siamo dimenticati?

I bambini sono piccole persone creative, dinamiche e rumorose.

Corrono, urlano, litigano, si sporcano, rispondono male, si ribellano e noi siamo i genitori o gli educatori che dobbiamo insegnarli a gestire tutte queste emozioni ribelli per aiutarli a diventare adulti.

Il bambino non cresce facendo ore e ore di compiti, ma giocando, esplorando, usando materiali sempre nuovi, confrontandosi con i coetanei, litigando, trovando soluzioni, piangendo e urlando.

La capacità di realizzarsi nella vita e di essere una persona felice in grado di realizzare le sue mete, non ha nulla a che vedere con le materie che ci insegnano a scuola. Ce lo dimostra la storia con grandi uomini analfabeti che hanno cambiato il mondo proponendo una nuova e creativa visione delle cose.

Con questo non voglio fare un monito all’analfabetismo ma ragionare con te genitore sulla necessità di offrire altro a tuo figlio per garantirgli una crescita sana.

Chi sono le persone che vivono meglio la vita?
Prendere tutti 10 a scuola ti garantisce una vita felice?

Le persone che riescono meglio nella vita sono quelle:

  • capaci di vivere con serenità il cambiamento
  • che sanno adattarsi
  • che vanno oltre gli schemi
  • che pensano in modo unico, creativo e innovativo
  • che hanno una grande volontà
  • che hanno imparato a non mollare e ad avere coraggio
  • che hanno fiducia in se stessi
  • che sanno creare e mantenere buone relazioni con gli altri
  • che sanno imparare dai propri errori e si migliorano sempre
  • che sanno scegliere un obiettivo e si impegnano più che possono a realizzarlo
  • che sanno uscire da una crisi e usarla a loro vantaggio per crescere
  • che hanno una sana autostima che supporta ogni loro scelta, sfida o situazione

In 11eLode si studia?

Certo che si studia, si studia insieme, si fanno i compiti.
Ma non come in un doposcuola tradizionale.

Né come a casa con la mamma,  con la babysitter o con i nonni.

Non si studia per tutto il pomeriggio fino a sera tardi perché non si avrebbe più tempo per il gioco e la socializzazione.

Si fanno i compiti costruendo il proprio metodo di studio, con una guida di educatori che aiutano i bambini a individuare i loro punti di forza e lo loro aree di miglioramento e si punta sempre a migliorarsi, passetto dopo passetto.

Non si giudica il bambino giusto per dargli una etichetta e basta. Si guida il bambino verso la scoperta della soluzione, verso il piacere del farcela, del risolvere, verso la conquista di una nuova meta e soprattutto si premiano gli sforzi del bambino.

Si loda la sua capacità di conquista, e la sua volontà, più del voto che riuscirà a prendere. Si aiuta il bambino a imparare a gestire l’errore non come qualcosa da evitare ma come uno strumento necessario per la crescita che aiuta a crescere.

Non si impone nulla al bambino, lo si motiva al desiderio di conquista.

I bambini che frequentano la scuola primaria oggi sono portati a dare molta importanza all’aspetto cognitivo-intellettuale dell’apprendimento, oltre a questo però ci deve essere un apprendimento artistico, emozionale, emotivo, spirituale, che è pressoché inesistente a scuola e in casa.

La scuola non è organizzata per nutrire questa parte importantissima, e i genitori in casa lavorano troppo e non hanno il tempo (e le competenze) per dedicarsi a questo.

Il bambino ha diritto ad avere uno spazio di gioco, di movimento, di creazione, di scoperta, di costruzione in cui si mette da parte il lato accademico per far esplodere fantasia, creatività, immaginazione, aiutando il bambino ad ampliare i propri orizzonti e abbracciare una realtà di possibilità più grande.

Oggi è fin troppo trascurato lo strettissimo rapporto fra rendimento scolastico e atteggiamento emotivo.

Più il bambino è sereno e ha fiducia in se stesso e meglio affronterà le sfide scolastiche. Più il bambino è turbato, ansioso e insicuro e più avrà difficoltà a scuola.

E’ questo che dobbiamo capire. Non possiamo stare a guardare questa situazione difficile e dire ai nostri figli che devono studiare di più, devono impegnarsi di più, devono essere più concentrati, si devono distrarre meno.

Non è questo il vero problema! Questo è quello che il problema fa emergere. 

La fonte di tutto questo sono le emozioni.

Ed è delle emozioni che dobbiamo aver cura.

Sono le emozioni che dobbiamo nutrire.

Non è tanto ripetere mille volte le tabelline, quanto credere di potercela fare, sentirsi adeguati, sentirsi all’altezza e poi capire come si fa.

Molti genitori mi dicono: <<quando mio figlio è sereno si mette e fa i compiti da solo, quando invece è arrabbiato non c’è verso!>> certo, lo sappiamo tutti che è così, eppure pretendiamo che i bambini neghino le loro emozioni per fare ogni giorno i compiti alla perfezione.

Quando c’è una forte emozione, il bambino sente dentro di se un movimento, nel suo corpo che non riesce a spiegarsi.

Lo sente ma non sa cos’è e di conseguenza reagisce in modo imprevedibile e inaspettato; si sta difendendo da un sentire che non si spiega e che necessita di aiuto per comprendere.

Se aiutiamo il bambino a dare un nome a quello che sente, a riconoscere una paura e ad affrontarla, gli daremo anche la possibilità di vivere con più serenità le sue emozioni e quindi di avere più energia anche per i compiti.

Questo è il nostro obiettivo principale in 11 e Lode.

Cos’è allora la rabbia, la tristezza, la paura, la gioia e l’euforia e come possiamo usarle a nostro vantaggio?

I nostri bambini imparano a conoscere se stessi e a mettere ordine nelle loro emozioni attraverso quello che fanno in 11eLode supportati da un clima sereno, armonioso e divertente e da una comunicazione attenta e positiva.

I bambini imparano da quello che siamo, che facciamo e che diciamo loro.

Le nostre educatrici sono preparate nella comunicazione positiva con il bambino e sanno come relazionarsi per entrare in un rapporto di fiducia con loro.

Emozioni e comunicazione sono gli aspetti più importanti da curare per una sana relazione educativa. Più un bambino è sereno, equilibrato, sicuro di sé, più sarà motivato nel fare i compiti.

Tutto questo avviene senza forzature, nel rispetto dei naturali tempi e ritmi del bambino.

Una delle principali fonti di stress per i bambini di oggi è la fretta. Fretta che li priva della loro infanzia fatta di lentezza, di tempi dilatati, di assenza di razionalità.

Noi chiediamo ai bambini di fare i compiti, farli in maniera impeccabile e farli velocemente. Tutto questo è innaturale.

Il bambino ha diritto alle pause, a muovere il corpo, a ricaricare le energie se è spaventato o stanco, ha diritto ad essere rispettato nei suoi sentimenti, prima di pensare ai compiti.

Un bambino positivo e sereno avrà un approccio efficace allo studio, invece un bambino agitato e teso rifiuterà la conoscenza, lo studio, l’attività mnemonica.

Il nostro impegno in 11eLode è diretto prima di tutto a garantire l'armonia al bambino e a trovare equilibrio dentro di sé.

Ci dedichiamo alle sue emozioni mentre studia, impara, pensa.

 

Noi in 11eLode vogliamo che il bambino:

  • impari ad apprezzare i suoi sforzi e il suo impegno più che i suoi voti
  • impari ad accettare serenamente i suoi errori e quelli degli altri
  • condivida momenti sereni con gli altri
  • ogni giorno possa manipolare materiali nuovi
  • possa scoprire come funziona il mondo grazie all'esperienza diretta
  • possa confrontarsi con gli altri in modo libero e creativo
  • trovi un ambiente dove sia naturale parlare, discutere e anche litigare

 

Durante tutte le ore scolastiche i bambini non hanno possibilità di confrontarsi fra di loro. Possono farlo solo nei dieci minuti della ricreazione.

Come fanno a crescere emotivamente e socialmente se li priviamo del confronto con gli altri?

Dobbiamo offrire loro occasioni per stare insieme e fare i compiti insieme per poi giocare il pomeriggio con attività divertenti, creative e ricche di esperienze nuove.

Dobbiamo dare al bambino la possibilità di fare il bambino.

Ecco il perché del centro 11 e Lode.

COME E’ ORGANIZZATO IL POMERIGGIO IN 11ELODE?

  • ACCOGLIENZA

  • COMPITI

  • GIOCO

L’orario di frequenza è dalle 15.00 alle 19.30 e i bambini sono immersi in una realtà che li educhi all’amore per la conoscenza e la scoperta.

L’accoglienza si fa tutti insieme in cerchio, nei freddi pomeriggi invernali si beve insieme una tisana e si condividono le proprie emozioni in un momento sacro del ‘come stai’.

Il nostro primo obiettivo è interessarci allo stato emotivo del bambino perché se un bambino è sereno, ha lo stato d’animo ok per studiare, imparare, fare i compiti; ma se un bambino è turbato, triste, spaventato o arrabbiato, non ha lo stato d’animo adatto per fare i compiti e ha bisogno prima di tutto di “curare” le sue ferite e rasserenarsi senza sentire il peso dei compiti e dedicando dei minuti al suo cuore, a ciò che sente.

Poi si passa al momento dei compiti che dura fino massimo le 18.00, in cui i bambini di età diversa studiano tutti insieme su tavoli modulari che in base alle situazioni si spostano nell’ambiente.

11 e Lode è un open space di 180 metri quadrati

I bambini hanno tutto lo spazio che gli occorre per stare con gli altri se ne hanno bisogno oppure per appartarsi se ne sentono la necessità.

Ci sono punti fissi per lo studio ma possono anche non esserci se il bambino ha bisogno di spostarsi fisicamente.

Le educatrici aiutano i bambini a costruire il loro metodo di studio, osservando i loro talenti e peculiarità e aiutandoli a potenziare le abilità proponendo lo studio come scoperta, divertimento, capacità di realizzare un obiettivo.

Lavorano moltissimo sulla motivazione al rendimento, che non significa essere legati ad un voto scolastico, anzi.

I bambini di 11 e Lode sanno che il loro valore come persone non dipende affatto dal voto che prendono a scuola, però sanno anche che studiare e imparare è una cosa molto bella e utile e va fatta nel modo migliore possibile.

Non esiste un unico modo di fare le cose ma la possibilità di sperimentare nuovi approcci e nuovi modi che aprono la mente e allenano alla soluzione dei problemi.

Quindi in 11 e Lode le educatrici non fanno i compiti al posto del bambino e non li aiutano pur di finire in modo impeccabile.

Il loro ruolo è allenare l’autonomia nel bambino, la gestione dell’errore, la capacità di farcela, la perseveranza, l’impegno, la motivazione, il coraggio, la fiducia.

Infine la terza parte della giornata è il gioco fatta di laboratori d’arte, esperienze di creatività, lettura delle storie, giochi di ruolo, teatro, psicomotricità.

Il bambino ogni giorno manipola materiali vari e diversi per scoprire nuove possibilità e combinare insieme nuovi elementi.

I bambini di oggi hanno bisogno di imparare a gestire il cambiamento e questo è possibile solo allenando una mente aperta e creativa, cosa con la quale i bambini nascono, ma che poi tendono a perdere a causa dell’educazione troppo rigida che impostiamo loro.

Ecco alcune opinioni su 11eLode

La finalità dei nostri giochi sono due:

  • EMOZIONI

  • RELAZIONI

Aiutiamo il bambino a scoprire e riconoscere le sue emozioni per imparare e dialogare con se stessi e per vivere le emozioni, tutte le emozioni, nel modo più sano possibile.

Portiamo i bambini a crescere nelle relazioni e a vedere dell’altro il suo specchio di crescita.

I nostri giochi sono strutturati per conoscere la rabbia, la gioia, la tristezza, la paura, l’euforia, la felicità per prendere dimestichezza con queste emozioni e saperle usare.

Sentendo tutti i giorni parlare di emozioni il bambino sviluppa la sua naturale empatia, la capacità di mettersi nei panni dell’altro e di comprendere le sue emozioni che ognuno di noi ha dentro fin dalla nascita.

Inoltre aiutiamo il bambino a risolvere tanti piccoli conflitti interiori che lo turbano e lo destabilizzano. Anche raccontare le storie e usare i libri di fiabe o i libri illustrati per parlare di emozioni aiuta moltissimo i bambini a riconoscersi e sentirsi meno solo quando le emozioni negative esplodono dentro di loro.

Il nostro focus è anche sull’aspetto relazionale, il bambino parla con gli altri, si confronta, discute, si relazione come un tempo si faceva per strada insieme a tutti gli altri bimbi.

Spesso proponiamo dei giochi di ruolo dove i bambini a turno sono chiamati a svolgere ruoli diversi e mettersi nei panni di qualcun altro in modo tale da sperimentare sempre nuove possibilità e ampliare i propri orizzonti mentali.

In 11 e Lode aiutiamo i bambini a penare con la loro testa. Se la maestra desidera che i compiti siano fatti un certo modo, rispettiamo la volontà della maestra ma andiamo anche oltre, perché quello che conta più di tutti sono le emozioni che facciamo vivere ai bambini.

Le emozioni sono la cosa più importante

Il nostro cervello tende a trattenere le esperienze emotivamente più belle, quello più brutte mentre invece tende ad eliminare quelle neutre, quelle che non hanno un forte valenza emotiva.

Questo dovrebbe farci riflettere sull’importanza dell’imparare divertendosi. A scuola è tutto noioso eppure lo sappiamo tutti che i professori che ci sono rimasti nel cuore sono quelli che ci hanno fatto divertire e hanno creato con noi un rapporto speciale. Creare un rapporto speciale con ogni bambino è la base per farlo crescere sicuro di se, perché attraverso l’altro il bambino riconosce il suo valore.

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