COSI MIA FIGLIA HA SUPERATO LA SUA PIU’ GRANDE PAURA …

 

 

Una pubblicità su Facebook, poi un grande cartellone per le vie di Lecce e da lì la curiosità di vedere che cosa fosse questo 11 e lode: oltre i compiti, bambini felici e sicuri di sè.

 

Poi mi è capitato un articolo sul Quotidiano, la dott.ssa Cristina Bari sociologa e coach, raccontava i suoi studi sul metodo danese, e il suo sogno di portare una nuova educazione positiva a Lecce unendo tecniche di coaching e crescita personale alla pedagogia. E poi una mia amica che mi invitò a partecipare lo scorso anno all’inaugurazione del centro l’11 dicembre. Purtroppo io non potei partecipare, però ovunque vedevo e sentivo parlare di questo nuovo centro e la mia curiosità cominciava ad essere incontenibile. Chiesi alla mia amica com’era andata l’inaugurazione e lei con gli occhi illuminati mi disse:

La festa è stata bellissima, il centro è splendido, il progetto molto innovativo, Alessandra, queste persone si possono occupare veramente delle emozioni dei nostri figli, li possono aiutare ad avere più fiducia in se stessi, ma ti rendi conto? Io non ho mai sentito una cosa del genere!

 

Quelle parole mi risuonavano tantissimo, anzi era esattamente ciò in cui credevo, era quello che stavo cercando da tempo per mia figlia:

non un parcheggio o qualcuno che mi sostituisse nell’aiutarla a fare i compiti, non un doposcuola tradizionale, ma una palestra di vita, per allenare le emozioni e le relazioni.

 

Di questo mia figlia ne aveva veramente bisogno per affrontare le sue paure e migliorare le sue relazioni, visto che spesso si sentiva delusa dagli altri.

 


Era il 21 dicembre del 2016: il venerdì prima delle vacanze di Natale. Presi un appuntamento con Cristina per la prima consulenza, che incontro meraviglioso, io e mio marito eravamo felici, era il posto giusto, era l’approccio personalizzato giusto, e la fortuna ha voluto che ci fosse un solo posto disponibile, perché loro lavorano con un piccolo gruppo di bambini per garantire il raggiungimento degli obiettivi.

 

Non avevo mai visto un posto così bello a Lecce, è magico: tutto in legno, tantissimi libri e moltissimi materiali per le attività quotidiane dei bambini, dopo i compiti.  

 

Un’ora di chiacchierata come fra amici e la decisione fu presa. Abbiamo toccato molti temi educativi interessanti e utili e abbiamo compreso che quel posto avrebbe fatto bene anche a noi genitori, sicuramente ci avrebbe alleggerito la vita con nostra figlia.

 

Volevamo tra l’altro far vedere la struttura alla piccola, cogliere le sue emozioni e così, mentre mio marito ando’ a prenderla io attesi parlando con Cristina. Qualcosa mi colpi’ e dissi che la scelta che avevamo fatto sarebbe stata quella giusta. Mezz’ora dopo la piccola Sofia era in struttura, fu entusiasta e le piacque molto Cristina con cui nacque immediatamente un gran feeling, come poi è successo con le allenatrici emotive.

 


Il 9 gennaio 2017, 11 e lode apriva i battenti. Sono felice di aver regalato a mia figlia l’opportunità di esserci fin dall’inizio, è un vero investimento per il suo futuro.


Nevicava ormai da qualche giorno eppure ricevetti un messaggio: noi ci siamo e vi aspettiamo con gioia ! Nel tragitto da casa a Lecce, faceva freddissimo e il paesaggio era surreale, tutto bianco tutto brillante… iniziava l’avventura della piccola Sofia in 11 e lode.

 

Ero emozionata più del primo giorno di scuola! Un cammino di crescita che sapevo sarebbe stato importante, ma non credevo avrebbe potuto darmi tanto.


Già dalle prime settimane notai dei miglioramenti sul piano relazionale, maggiore autostima, maggiore sicurezza e calma. La bambina era più serena e più concentrata, stava allenando la capacità di essere presente in quello che faceva, ma non perché qualcuno le diceva di stare zitta e ferma, no, quello non funziona e non lo fanno, il metodo va ben oltre.

 

Le stavano facendo nascere dei nuovi interessi, stavano facendo uscire dei nuovi potenziali, la mettevano nella condizione di riconoscere le sue capacità e di usarle in ogni istante. I bambini che frequentano 11 e Lode sono proprio fortunati! Questa era la mia priorità, volevo una figlia più sicura di sé, e i risultati sul piano del rendimento scolastico furono una diretta conseguenza della maggiore fiducia in se stessa.

 

D’altronde come dice Cristina il rendimento scolastico è direttamente proporzionale al benessere emotivo. E’assolutamente vero. Le allenatrici emotive non lavorano sui compiti ma sull’umore del bambino, non li spingono a restare seduti, ma a muoversi per rispettare la loro natura, non fanno imparare le cose a memoria ma a ragionare con la loro testa, a creare collegamenti, a pensare in modo nuovo.

 


La bimba era più serena e ogni qualvolta andavo a riprenderla non voleva andar via. Tanti i laboratori ed esperienze, dalla pittura al teatro, dai giochi di ruolo all’uso di materiali destrutturati, al riciclo creativo, ai giochi sulle emozioni, alla lettura delle fiabe, al movimento, alla musica.

 

E una sera è accaduta una magia, mi viene la pelle d’oca nel raccontarla. Una sera al mio arrivo al centro, lei corre velocemente verso di me con un disegno in mano e mi dice con grande stupore:
“Guarda mamma, oggi ho scoperto qual è la più grande paura della mia vita.”

 

Io la guardo e contemporaneamente penso: ” a 8 anni ha scoperto la sua più grande paura? Caspita che lavoro, io quasi non riconosco le mie!
Aveva disegnato una piscina, dove l’acqua era completamente nera, e lei era aggrappata al bordo. Paura… blocco… rifiuto.  
“Guarda mamma, ricordi avevo 5 anni…io ho lasciato la piscina, non sono voluta più andare, non ti ho mai detto il perché… ora lo so, avevo paura dell’acqua!! Però mamma oggi ho 8 anni e ho la forza di imparare a nuotare, ce la posso fare!! ce la posso fare!!” Era felicissima e motivatissima.

 

Ero letteralmente senza parole, le ho fatto un sorriso e le ho detto: certo amore mio!
Dentro di me quasi non ci credevo. Era incredibile quello che stava succedendo… era così felice, così convinta…


E poi in macchina ha continuato a dirmi “Mamma devi sapere che per superare le paure bisogna affrontarle, mica posso tenermela dentro, io ora ce la posso fare!” e poi voglio divertirmi al mare insieme ai miei amici!!

 

Quando penso a quella serata mi vengono le lacrime agli occhi, sentire mia figlia pronunciare quelle parole è stato così emozionante da sembrare un sogno! Lei quel giorno mi ha dato un grande insegnamento, un insegnamento appreso dal metodo 11 e Lode dalle parole attente e consapevoli delle allenatrici emotive, dall’esempio costante che danno ai bambini. Inoltre quella paura che era bloccata dentro di lei si riversava anche in altre cose, si rispecchiava nel rendimento scolastico, nelle relazioni con gli altri. Quel meccanismo sbloccato, ne avrebbe sbloccati automaticamente tanti altri, che magia!

 

 

E così siamo arrivati a fine maggio, cinque mesi di fantastica esperienza in 11 e lode.  

A maggio Sofia era molto stanca, come tutti i bambini alla fine della scuola, era nervosa, non ne poteva più dei compiti e il carico dato dalle insegnanti non diminuiva, anzi! Mi ha detto che non voleva più andare al centro, erano le ultime settimane di scuola, era esausta.

 

A settembre del 2017 non abbiamo riconfermato la partecipazione. Lei non lo ha chiesto, noi abbiamo pensato di poterne fare a meno.

 

Ha iniziato a frequentare la piscina, ad andare con regolarità, a gioire del piacere dell’acqua, e poi le prime sfide, le prime gare e… in vasca è un delfino! Conquista miglioramenti di settimana in settimana, ha dentro di sé un metodo che non usa solo sui compiti ma anche nello sport. Era completamente cambiata anche nei rapporti in classe, era molto più serena e aperta con gli altri. In passato aveva manifestato qualche difficoltà a relazionarsi con gli altri, a volte si sentiva esclusa e chiaramente soffriva per questo.


Nel frattempo oltre alla piscina avevamo bisogno di un aiuto con i compiti e così abbiamo iscritto Sofia in un doposcuola tradizionale.

 

L’impatto però non è stato lo stesso rispetto a 11 e lode: sin da subito avevo notato qualche difficoltà e perplessità, Sofia era rimpiombata nella noia e nella demotivazione del fare i compiti in modo tradizionale, quel modo che conosciamo tutti, che però non è l’unico esistente e l’unico efficace, anzi.

 

La vedevo spenta, demotivata, annoiata, studiava tanto per studiare ma le mancavano gli occhi che brillavano rispetto a quando andava a 11 e lode.

 

A dicembre scorso ci chiede di ritornare in 11 e lode! Nel doposcuola tradizionale si sentiva stretta, limitata, erano in una piccola stanza con 5 bambini e subito dopo aver finito i compiti lei non poteva fare nient’altro, non si poteva muovere, non poteva giocare, non poteva creare, non aveva niente da costruire, inventare, nessuno la stimolava in nessun modo… invece in 11 e lode gli spazi erano grandi, lei poteva giocare, aveva tanti materiali, tanti laboratori, poteva fare tante esperienze e imparare anche a disegnare e dipingere!

 

Voleva ritornare, l’ha detto in ogni modo, fino a quando un giorno ricevo una sua email indirizzata a mamma e papà: il mio unico desiderio è tornare in 11 e Lode, voglio questo come regalo di Natale, vi prego, vi supplico!

 

Ora Sofia è nuovamente in 11 e Lode, per 3 giorni a settimana, è in questo posto magico con queste persone speciali a fare i compiti, a crescere e a diventare più forte e serena. Fare esperienza in un doposcuola tradizionale ci è servito per dare ancora più valore all’unicità del centro 11 e Lode.

Questo metodo innovativo pianta i semi, se ne prende cura e li accompagna nella fioritura. E’ un centro unico in cui il principale obiettivo è aiutare i bambini ad avere più fiducia in se stessi.

Io lo so da mamma, e anche mio marito lo condivide, il mondo sta diventando sempre più complesso e pieno di sfide, questi nostri figli hanno davvero bisogno di costruirsi una struttura interiore di forza per avere la certezza di poter affrontare ogni sfida nel migliore dei modi.

 

Noi genitori non possiamo sapere cosa i nostri figli saranno da grandi, chi diventeranno e che scelte faranno, possiamo solo garantirgli un bagaglio di autostima così grande da essere una miniera d’oro! E possiamo garantirgli di vivere pienamente l’infanzia nel gioco, nello stare insieme, nella gioia!  

 

Grazie Cristina per aver creato un posto così speciale, con un metodo così unico. Grazie allenatrici emotive per il lavoro profondo, impegnativo e importante che fate tutti i giorni anche per noi genitori.

 

Alessandra Capone

 

Per saperne di più sul metodo 11 e Lode clicca qui

 

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