IL DSA CHE NON ESISTEVA E LA FELICITA’ IN 3 SETTIMANE

IL DSA CHE NON ESISTEVA E LA FELICITA’ IN 3 SETTIMANE

 

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Ciao, sono M. mamma di G., una dolcissima bambina di 6 anni. G. frequenta la prima elementare e le maestre, già dall’inizio dell’anno scolastico, più volte mi hanno convocato per un colloquio nel quale esprimevano tutta la loro preoccupazione in quando forse, secondo loro, la bambina poteva avere un ritardo, o poteva essere DSA e avere una dislessia, incitandomi a fare un colloquio con le Asl, perché non riusciva a stare al passo con i suoi compagni, era molto più lenta, confondeva alcune lettere, non riconosceva la destra dalla sinistra e soprattutto piangeva, piangeva tanto, tutte le volte che in classe subiva un rimprovero. Ma perché mia figlia, una bambina così dolce e intelligente veniva rimproverata così tanto? Cosa c’era di sbagliato in lei?

 

Vi lascio immaginare la preoccupazione mia e di mio marito. Ogni volta dopo aver incontrato le maestra sentivamo una tensione fortissima, tornavamo a casa con lo sconforto e la tristezza nel cuore, non sapevamo che fare, anche perché non avevamo risposte o soluzioni ma solo una valanga di problemi, enormi problemi per una bambina così piccola.

 

Quante notti insonni ho passato per queste storie a chiedermi cosa avrei potuto fare per aiutare mia figlia. Un bel giorno abbiamo deciso, non potevamo certo continuare così. G. era sempre più triste nell’andare a scuola, le maestre sempre più preoccupate e il loro modo di ‘aiutarla’ era inutile, la rimproveravano e basta.

G. sbrigati! G. non è possibile fare così, sei lenta!

G. questa lettera la conosci perché continui a fare questi errori?

 

E lei piangeva, piangeva tanto…viveva la mortificazione, si sentiva diversa, sbagliata e la sua normale reazione era piangere. Cos’altro può fare una bambina di 6 anni posta a così tanta pressione e stress? Stiamo parlando solo del primo anno scolastico. Quello in cui si definisce, forse per sempre, il rapporto che avrai con la scuola. Non potevamo noi genitori permettere che tutto ciò accadesse.

 

Così abbiamo iniziato a fare tutta una serie di controlli, volevamo capire quale fosse realmente il problema e soprattutto saremmo stati disposti a tutto pur di avere una soluzione chiara e definitiva. Abbiamo fatto controlli da psicologi, neurologi, logopedista e oculista.

Nessun ritardo. Nessuna dislessia. Niente DSA.

Signora sua figlia è semplicemente più insicura e fragile dei suoi compagni.

Questo mi sono sentita dire.

 

L’unico elemento emerso da tutti questi controlli riguardava la vista, le manca in un occhio tre gradi e nell’altro due ed era questo probabilmente parte di quel disagio. Ma non solo.

Abbiamo messo gli occhiali ma la situazione seppur migliorata non cambiava definitivamente.

 

G. aveva bisogno di acquisire più fiducia in se stessa, di sentirsi più forte e di credere nelle sue capacità. Cosa potevamo fare per lei? Così ho iniziato a cercare in internet quali fossero e se ci fossero, opportunità per un bambino così piccolo a Lecce. Ho scoperto 11eLode, il primo doposcuola che allena autonomia, emozioni e relazioni per bambini più autonomi e sicuri di sé. Caspita! Forse poteva essere il posto adatto a noi. Abbiamo chiesto una consulenza e conosciuto Cristina Bari, la fondatrice del centro e ideatrice di questo metodo. Con lei abbiamo fatto una lunga, bellissima e produttiva chiacchierata. Cristina ci ha dato una speranza concreta e ci ha solo parlato di possibilità e metodo. Abbiamo parlato di nutrire i bambini di possibilità e non di affossarli con i problemi e i limiti. Abbiamo parlato di aiutarla a costruire un metodo di studio e non di rimproverarla perché non sa fare come gli altri. Abbiamo trovato un ambiente meraviglioso, positivo, autentico, incentrato sul bambino e sul suo benessere e dunque molto molto diverso dalla scuola pubblica. G. ha conosciuto delle educatrici che le vogliono bene, credono in lei e le parlano in modo positivo. Ha trovato un bel gruppo di compagni con cui non solo studiare ma anche giocare e crescere insieme. Ha trovato un ambiente che tratta l’errore come un modo per crescere, dove nessun bambino è rimproverato ma piuttosto stimolato e supportato a migliorare.

 

Il cambiamento l’ho visto da subito, già dalle prime settimane di frequenza del centro. Poi un giorno sono stata invitata ad un incontro, con Cristina e con le allenatrici emotive del centro. Una delle educatrici, Tamara, esperta in disturbi dell’apprendimento e dsa, si era accorta che a G. mancavano alcune basi fondamentali per poter andare più spedita. Non c’era alcun problema solo che la bambina doveva capire esattamente come fare le cose per stare al passo con gli altri.

 

Non mi hanno chiamato per parlarmi di un problema ma per propormi una soluzione: tre incontri integrativi individuali, il sabato, per recuperare ed eliminare per sempre le lacune ortografiche di G. Un percorso pensato solo per lei e a lei dedicato oltre la normale frequenza pomeridiana nel centro.

 

All’inizio non ci ho creduto che in sole 6 ore si potesse ottenere un risultato così grande, ma devo dire che ho visto il miglioramento già dopo il primo sabato. Il metodo 11eLode è così efficace che anche a me mamma sono stati dati degli esercizi da fare in casa, per integrare e continuare ad allenare il lavoro che stava avvenendo sulla bambina.

 

G. ha decisamente rafforzato la sua autostima. E’ visibile, si comporta in modo nuovo, parla in modo diverso, affronta i problemi con più ottimismo.

 

Ha meno paura, è più coraggiosa e non vive più i rimproveri con mortificazione come accadeva prima. Ho saputo che qualche giorno fa che ha risposto al rimprovero di una maestra dicendo: <<Maestra! Ma io sono qui per imparare!>> e ho sorriso di gioia quando l’ho saputo, perché è tutto frutto del lavoro immenso sul carattere dei bambini che viene fatto con il metodo 11eLode.

 

Invece di piangere e disperarsi, ha finalmente reagito con sicurezza, dimostrando più maturità della sua stessa età e forse mi permetto di dire anche delle sue stesse insegnanti.

 

Adesso G., grazie al lavoro pomeridiano in 11eLode sa che non c’è nulla di sbagliato in lei, è consapevole che ognuno di noi ha i suoi tempi e che questi devono essere rispettati. Sa che imparare significa provare, allenarsi, avere pazienza, anche sbagliare e ricominciare. Sa che quando si affrontano le cose con il sorriso vengono meglio e si ripete spesso <<ce la puoi fare>> imitando ciò che le sue educatrici di 11eLode le dicono per affrontare le difficoltà.

 

Non finirò mai di ringraziare il lavoro immenso e fondamentale che si fa in questo centro. Oggi G. è una bambina che ama i libri, grazie all’uso continuo che se ne fa in 11eLode, attraverso il gioco e la condivisione. Ama gli esercizi le sono stati dati e gli allena ogni giorno, dopo i compiti di sua spontanea volontà. Lo fa perché le è stato offerto uno strumento concreto di miglioramento privo di alcun giudizio. Io da mamma lontana dalle conoscenze pedagogiche prima ci soffrivo, mi sentivo impotente e non sapevo cosa fare.

 

Adesso ho capito che nessuno dovrebbe permettersi di giudicare e condannare i bambini perché così facendo gli spezziamo le gambe, li demotiviamo e li condanniamo inutilmente ad una incapacità che si terranno tutta la vita.

 

Quello che dovrebbe invece essere fatto è quello che si fa nel magico mondo 11eLode: accompagnare i bambini verso il riconoscimento di nuovi potenziali dentro se stessi, garantirgli di farcela aiutandoli a fare da soli. Io non finirò mai di ringraziarvi e ringrazio il giorno in cui per caso vi ho trovato e ho scelto di affidarvi la cosa più preziosa che ho: mia figlia. Oggi G. è più forte, più felice e più serena grazie a voi. Andiamo avanti, il lavoro di consolidamento di questi potenziali continua, perché è il più grande dono che un genitore possa fare al proprio figlio.

 

Per saperne di più sul metodo 11 e Lode clicca qui

 

ONE COMMENT

  • Rosa Mattia ha detto:

    Ciao Cristina mia figlia invece ê la prima della classe! é il contrario! havavuto problemi quando era piccola cn maestre che io definisco oggi mostri e purtroppo lei oggi vive nell.insicurezza! nresta cn i nonni, nn va dagli amichetti, inizia gli sport ed io devo restare cn lei! ha paura di tutti ! il tuo centro potrebbe aiutarla a sbloccarla?

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