Allarme bambini: le lacune della scuola e la mancanza di alternative

concrete hanno già condannato l’Italia a un dato preoccupante.

 

Anche tuo figlio fa parte del 71%

 

dei bambini italiani che rischiano di

 

diventare analfabeti funzionali?

 

Un recente studio presentato da Info Data, in collaborazione con Il Sole 24
Ore, ha riportato le percentuali di analfabeti funzionali nei vari stati del
mondo: l’Italia è quart’ultima con picchi allarmanti al Sud.

 

 

Con il termine analfabetismo funzionale si intende l’incapacità di un individuo di usare in modo efficiente le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana.
Detto in parole ancora più semplici, un analfabeta funzionale sa leggere e scrivere, ma non è in grado di capire e giudicare le situazioni della vita reale.

 

La cattiva notizia è che secondo le ricerche questo fenomeno riguarderebbe in Italia addirittura più del 70% degli adulti. Moltissimi italiani, dunque, sanno leggere perfettamente, gestiscono con abilità i loro smartphone, sono attivi sui social e magari prodighi di condivisioni e di like, ma di fronte alla complessità della realtà di tutti i giorni restano confusi, incapaci di scegliere i propri obiettivi e realizzarli, sfruttati nel mondo del lavoro, incastrati in condizioni economiche spesso al limite della povertà e certamente tutt’altro che felici.

 

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In due ore scoprirai i metodi più sbagliati e diffusi che possono distruggere l’educazione (e dunque il futuro) dei bambini, come evitarli e far diventare tuo figlio il bambino che ogni genitore vorrebbe avere…”
Lecce – Sabato 24 ottobre, ore 16.30

 

Chi si occupa di far crescere i bambini autonomi, capaci e sicuri di sé?

Non certo la scuola, dovrebbe farlo e invece non lo fa. Purtroppo – come ben sappiamo noi genitori – ha molte carenze e buchi neri, schiacciata da programmi ministeriali vecchi, da strutture fatiscenti e tristi e da materiali obsoleti. Anche con il massimo dell’impegno, le maestre non riescono ad occuparsi in maniera individuale dei bambini, che vengono abbandonati a sé stessi e poi giudicati. Risultato?

 

“L’84% degli adolescenti italiani è stressato e ha un pessimo rapporto con la scuola. Risultato? Disaffezione e dispersione scolastica alle stelle”.

 

La buona notizia è che tra poco ti dirò come molte mamme stanno ottenendo risultati straordinari con i propri figli con un impegno extra scolastico di solo due giorni alla settimana.

 

Ma prima lascia che ti spieghi come un errore banale (che probabilmente anche tu stai facendo) che può seriamente danneggiare l’educazione e il futuro di tuo figlio.

 

Tu lo ami più di qualsiasi cosa al mondo, per lui vuoi il meglio. Eppure la paura che non sia bravo e capace a scuola, autonomo e motivato nello studio ti spinge a commettere un errore banale, che tu fai in buona fede, ma di cui non calcoli le conseguenze: iscriverlo a un doposcuola tradizionale!

 

Perché tu mamma mandi tuo figlio a un doposcuola tradizionale? Perché ti rendi conto che ha bisogno di aiuto, perché ha bisogno di essere più autonomo, perché spesso non ce la fai a seguirlo, perché spesso non hai tempo, ecc.

 

Lo mandi al doposcuola per risolvere questi problemi. Ma un doposcuola tradizionale non li risolve, anzi!

Perché il doposcuola tradizionale de-responsabilizza tuo figlio e non lo fa crescere capace e autonomo?

  1. “Oggi non voglio fare i compiti, tanto poi li farò al doposcuola”, “oggi in classe è inutile stare attenti, tanto poi mi spiegheranno la lezione al doposcuola”. Ciò che può accadere è l’evitamento dei compiti da parte dei bimbi con questo tipo di auto-giustificazioni: in sostanza, il rischio è che il doposcuola venga preso come una sorta di “giustificazione” a non studiare e impegnarsi, perché tanto “posso farlo dopo”.
  1. Con tanti bambini da seguire, a volte non hanno tempo e voglia di ascoltare le loro lamentele e i loro capricci. “Dai, fai i compiti, altrimenti lo dico a tua madre!” Oppure: “Vai a fare i compiti. Te l’ho già detto mille volte! Smettila di alzarti, resta seduto!” Li inseguono per tutto il pomeriggio, costringendoli a stare seduti e mortificandoli con urla e minacce di punizioni.
  1. Alcuni doposcuolisti fanno sistematicamente i compiti al posto del bambino perché temono che la maestra rimproveri o gli metta un brutto voto e che quindi i genitori non siano soddisfatti.. A volte svolgono esercizi applicando regole che l’insegnante non ha ancora spiegato, o dettano il riassunto o addirittura scrivono il tema con la loro grafia. Come se il fine della scuola fossero i compiti e non sviluppare le capacità del bambino.

 

In questo modo tuo figlio non sarà mai in grado di fare da solo. E quel che è peggio starà mettendo le basi della sua futura mancanza di autostima.

 

È questo che vuoi per tuo figlio?

 

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Dal momento in cui è entrato nella tua vita lo hai accudito e cresciuto, pensando che per lui desideravi il meglio. Ma qual è il meglio? Fare in modo che abbia sempre la “pappa pronta”? Naturalmente no, perché sai quali sono le vere capacità che fanno la differenza tra un adulto infelice e uno di successo.

 

Tu sai benissimo che tuo figlio ha bisogno di rendersi conto che è normale che qualcosa non gli riesca subito, ma che con la costanza e l’impegno può riuscirci. Che deve – a piccoli passi-  costruire la sua autostima e la sua autonomia.

 

Se da piccolo gli evitiamo ogni fatica e non gli permettiamo di provare la soddisfazione di raggiungere da solo i suoi obiettivi, non sarà autonomo e non avrà una buona autostima. E purtroppo nella vita avrà, con tutta probabilità, molte più difficoltà di chi ha imparato a guadagnarsi le cose con costanza, impegno e metodo.

 

11eLode è il primo doposcuola per bambini della scuola primaria in cui – oltre a fare i compiti – si allenano le capacità che nella vita servono davvero: l’intelligenza emotiva e relazionale, l’equilibrio e la serenità, l’autonomia e la fiducia in sé. Ed è a Lecce.

 

 

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In più per ogni bambino, le educatrici 11eLode sviluppano un metodo personale per imparare a studiare, che tiene conto delle sue capacità e dei suoi tempi.

L’espressione “imparare a studiare” ti sembra un non-senso? E allora ti domando: basta studiare per imparare? Sappiamo tutti che non è così. In realtà i bambini, da quando nascono, imparano: domandano, ascoltano, osservano e mostrano una memoria quasi prodigiosa. Perciò l’apprendimento in sé non è una novità per loro. Quello che è diverso, nello studio, è che devono imparare qualcosa che non scelgono, che non nasce dalla loro curiosità o esperienza diretta.

 

L’apprendimento spontaneo è istintivo, mentre studiare richiede metodo. Il fattore più rilevante e determinante nel successo scolastico è proprio la capacità di darsi un metodo, attraverso un’esperienza gioiosa e un atteggiamento sereno verso l’apprendimento.

 

Spesso non si tratta di studiare di più ma si tratta di studiare meglio. Il primo obiettivo è infatti quello di individuare il metodo di studio più adatto alla personalità e alle attitudini del bambino. Tanto è vero che con una frequenza di soli due/tre giorni alla settimana, i genitori 11eLode stanno sperimentando risultati che non potevano neanche immaginare.

 

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Non solo. Una volta acquisito il proprio personale metodo di studio in maniera gioiosa e consapevole, il bambino fa da solo, senza restare schiavo di quotidiane ore di ripetizione. Infatti anche quando non vengono in 11eLode ma fanno i compiti con mamma e papà o con i nonni, i bambini sono autonomi nello studio e nella gestione del proprio tempo.

 

Ognuno ha nascosto dentro sé il proprio metodo di studio, ma come potrà trovarlo se non viene indirizzato verso la giusta via?

Vuoi scoprire come anche tuo figlio può crescere più autonomo e più sicuro di sé con gli altri, più sereno in famiglia e più motivato a scuola?

 

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Cristina Bari
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