I bambini hanno il diritto di litigare

SCOPRI COME AIUTARE TUO FIGLIO A IMPARARE A LITIGARE BENE IN 4 SEMPLICI MOSSE

25 Ott · 11eLode · No Comments

I bambini hanno il diritto di litigare

Bambini che litigano.
Ed io che scrivo su come litigare “bene”.

 

Strano vero? Un articolo su come litigare! 🙂

Ci ho pensato anch’io quando l’ho scritto…anche se, te ne accorgerai nelle prossime righe, non è poi così tanto strano!

Partiamo da un principio: i bambini hanno il diritto di litigare!

 

 

È molto importante per i bambini litigare, purché sia fatto in modo positivo e non distruttivo.

E qui viene il bello! Che significa litigare in modo costruttivo?

Non so se capita anche a te di “smarrire” letteralmente il controllo delle emozioni.

Spesso, bambini e adulti, perdono completamente il lume della ragione durante un litigio, l’atmosfera si surriscalda, i toni diventano roventi e scoppiano le bombe.

In queste situazioni i bambini si arrabbiano moltissimo e si può anche finire per picchiarsi o piangere a dirotto.

 

Cosa fare quando i bambini entrano “in crisi”

 

Ecco un metodo poco conosciuto e più costruttivo per affrontare queste situazioni di ‘crisi’.
Il litigio è necessario, perché sviluppa nei bambini la capacità di interagire con gli altri in modo efficace. E tu lo sai bene, quanto conta nella vita avere buone relazioni!

Praticamente possiamo sostenere che la felicità di una persona dipende in buonissima parte dalla capacità di relazionarsi con sè stesso e con gli altri. Ma andiamo per gradi…

I bambini che imparano sin da piccoli a saper gestire i conflitti, da grande diventeranno adulti più consapevoli ed equilibrati.

Accetti  dei suggerimenti?

 

PER PRIMA COSA, IMPARA A NON INTERVENIRE E A LASCIARE ANDARE
Di solito il genitore è portato a interrompere il litigio, intervenendo, proponendo una soluzione, o semplicemente tentando di sviare l’attenzione dei bambini su altro. Questo perché l’adulto tende a vedere nel litigio infantile un problema da risolvere subito.

Commetti anche tu questo errore?
Sarebbe più utile ed efficace non intervenire immediatamente fra ‘i due litiganti’, lasciare che i bambini vivano il litigio, avere fiducia in loro, a meno che non ci sia un reale pericolo per la loro incolumità.

 

ALTRO PUNTO DA TENERE BENE IN MENTE È CHE I BAMBINI IMPARANO A RELAZIONARSI ANCHE ATTRAVERSO IL LITIGIO

Ogni genitore deve essere consapevole del fatto che il litigio non è violenza in sé, ma un’esperienza di conflitto, una fase importante della crescita del bambino, che rappresenta l’espressione di un’apertura verso una relazione più evoluta.

L’errore più grande che commettono molti genitori è intervenire per cercare di reprimere il conflitto. La repressione provoca una contrazione emotiva molto forte nei bambini, generando in loro uno stato di colpevolizzazione interna che provoca profonda vergogna. La vergogna si insinua nei meandri psicologici e condizionerà la loro autostima per tutta la vita.

Lo sai che la vergogna ammazza l’autostima vero?

Per i bambini è molto importante vivere pienamente le relazioni con gli altri. Le relazioni fra bambini avvengono quasi esclusivamente attraverso il gioco. Il conflitto è parte integrante del gioco. Mentre si scontrano, i bambini in realtà stanno condividendo le proprie emozioni.

Tutti i  bambini possiedono la naturale abilità di spostare l’attenzione ‘dall’oggetto del desiderio’, quello conteso con il compagno, verso qualcosa di nuovo. Lasciare litigare significa avere l’opportunità di osservare questa dinamica e comprendere come i bambini ad un certo punto siano assolutamente capaci di auto regolarsi.

Sei disponibile ad aspettare qualche momento senza intervenire?

 

Bambini di oggi e di ieri

 

Quando solo qualche anno fa i bambini giocavano per strada, era impensabile che un genitore, un nonno o un insegnante, intervenisse nei loro litigi. Se la ‘cavavano da soli’ e certamente crescevano più forti.

Certo i tempi sono molto cambiati, e oggi è impensabile un simile paragone, ma fai attenzione a non ovattare i tuoi figli in campane di vetro troppo delicate.

Il conflitto stabilisce semplicemente un modo di relazionarsi basato sulla divergenza, sul punto di vista diverso, sul confronto, a volte anche molto acceso, ma che non porta a danni nei confronti dell’altro. Questo ci deve fare riflettere e superare il pregiudizio (etichetta) del bambino colpevole, del bambino che picchia: i bambini non sono sadici, non infieriscono sugli altri bambini, non hanno l’intenzionalità di fare male, ma solo di esprimere se stessi.

 

Cosa ne pensi dei bambini che non riescono ad essere gentili?

 

Ecco il mio punto di vista…

Fino all’età di sette/otto anni il pensiero infantile è magico e concreto. Ciò significa che i bambini non comprendono il concetto astratto di ‘giustizia’ perciò fino a quell’età è normalissimo che il bambino non riesca a condividere un giocattolo col fratello o con altri bambini, o che non riesca ad essere gentile verso la sorellina che gli porta via l’attenzione della mamma.

Può essere quindi devastante e traumatico per lui sentirsi colpevolizzato per i suoi pensieri e le sue emozioni.

I bambini che vengono giudicati negativamente per quello che provano, non sentono più la presenza di un adulto che lo educa, ma semplicemente la voce di una condanna. In questo modo la relazione fra adulto e bambino subisce un duro colpo: dovremmo sempre e solo fermare il comportamento pericoloso, mai giudicare l’emozione.

Si può dire: “Questo comportamento è sbagliato, non va bene, non si fa.”

Non si può e non si deve mai dire: “Quello che stai provando è assolutamente inutile, smettila!”

La differenza è enorme.

 

Tutte le emozioni sono accolte, non tutti i comportamenti lo sono.

 

Anche quando il genitore prende posizione per l’uno o l’atro bambino durante un litigio, commette un errore!
Non ha alcun senso cercare il colpevole che ha originato il litigio. Questo può solo mortificare i litiganti, rischiando di creare delle crepe psicologiche basate su paura, vergogna, insicurezza, bassa autostima; tutte cose che potrebbero portare alla depressione pre-adolescenziale. Anche imporre di chiedere scusa, o imporre di ringraziare, o di dare il bacetto alla parte “offesa”, o di andare in un angolo a pentirsi o di riflettere sull’accaduto diventano imposizioni assolutamente diseducative.

Per cui risulta estremamente negativo che gli adulti intervengano durante i litigi tra bambini.

Scopri il segreto per aiutare tuo figlio a saper litigare.

Da piccoli i bambini hanno una relazione di tutt’uno con la madre e, attraverso il litigio,  sperimentano la separazione sia da essa che dai genitori e dagli adulti per loro significativi, arrivando a fare esperienza in prima persona del proprio corpo, delle proprie parole, delle proprie emozioni. Per questo il conflitto risulta molto importante perché diventa uno strumento che aiuta a crescere e a fare sì che i bambini acquisiscano e nello stesso tempo capiscano l’importanza di stabilire tra di loro delle regole, imparando così a costruire la propria soggettività tenendo conto dell’altro e dei limiti da rispettare.

Per aiutare il tuo bambino a “saper litigare” è quindi importante insegnargli a sviluppare delle competenze che gli permettano di litigare con gli altri bambini, da soli e in maniera efficace.

Il ruolo del genitore sarà semplicemente quello di fare il regista, di accogliere la situazione, offrire l’occasione di rivedere il litigio e aiutare i bambini a parlarsi, a esprimere le loro ragioni e le loro versioni dei fatti sostenendo un ascolto reciproco per creare un confronto e trovare una via d’uscita.

Come fare tutto questo? In sole 4 mosse!

 

Ops! Forse mi sono dilungata un tantino!
Facciamo così…ti rimando al prossimo articolo per scoprire nella pratica quotidiana quali sono le mosse da fare per aiutare tuo figlio a litigare!

Nel frattempo ti invito a scaricare le risorse gratuite che ho preparato per te, per aiutarti nel rapporto quotidiano con i tuoi figli.

Scarica subito!

 

A presto,

Cristina

11eLode

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