La teoria è conosciuta da tutti noi: sappiamo che i figli si educano con l’esempio.

Ma la teoria, come ben sai, non basta e non serve e dare il massimo per i tuoi figli.

Perché la maggior parte dei genitori riescono ad applicare la teoria quando le cose vanno bene ma poi appena si è davanti ad un problema o una difficoltà, saltano gli schemi e le cose cominciano ad andare male.

 

Succede anche a te?

Sin dalle prime ore di vita dei nostri bambini, noi genitori siamo chiamati a una sfida unica e difficile: l’educazione dei nostri figli.

Sono le nostre scelte che determinano giorno dopo giorno l’insieme di regole che trasmettiamo ai nostri figli. E per scelte mi riferisco a tutto ciò che ci appartiene: quello che pensiamo, quello che viviamo con i nostri sentimenti, quello che diciamo, quello che facciamo.

Come educare efficacemente i figli?

 

Capiterà anche a te di non riuscire a comunicare con tuo figlio, eppure tu hai così ben chiaro quali regole trasmettere e come fare, ma il comportamento di tuo figlio ti manda un chiaro messaggio: hai fallito.

A volte tuo figlio si ribella, non ti ascolta, fa i capricci, si rifiuta di fare ciò che gli hai chiesto e tu provi un enorme senso di inadeguatezza, ti senti sconfitto e fallito. Ti capisco, capita anche a me.

 

Esiste però una possibilità per vivere la relazione più bella della vita, quella fra genitore e figlio in modo nuovo.

 

In questo articolo ti fornirò delle indicazioni concrete per riuscire a comunicare con tuo figlio in maniera efficace, qualsiasi età egli abbia.

 

Intendo darti delle linee guida, che approfondirò nel mio prossimo incontro del 6 marzo, attraverso le quali, pian piano imparerai a rapportarti con tuo figlio in modo più efficace, anche quando sei stanco, stressato e hai poca pazienza.

 

È possibile educare un figlio senza conflitti e capricci? Come?

 

Sì, è assolutamente possibile. Occorre allenare alcune abilità. Forse sono già fra le tue abitudini oppure dovrai impegnarti nel portare nella tua vita 10 cose fondamentali + 1.

 

È impensabile continuare a fare quello che hai sempre fatto e aspettarti risultati diversi. Non funziona, d’altronde se funzionasse probabilmente non staresti leggendo questo articolo alla ricerca del consiglio giusto.

Non esiste una ricetta preconfezionata, valida ed efficace per tutti. Con i bimbi, in quanto persone, è tutto da contestualizzare e da valutare nell’unicità di ogni persona, ogni famiglia… Esistono solo delle linee guida universalmente valide, sperimentate da migliaia di genitori in tutto il mondo ed esaminate nei più grandi istituti di ricerca psicologia.

 

Vuoi un consiglio su come educare i tuoi figli?

 

 

Sono 10 strumenti fondamentali + 1 che ti aiuteranno in tutte quelle occasioni in cui hai bisogno di un piano B per salvare la situazione. Sono anche strumenti che utilizzati quotidianamente, ti aiutano ad avere un rapporto più sereno, fluido e bello, con i tuoi figli.

 

 

Sei pronto?

Cominciamo.

 

1. Sii paziente e ascoltalo con disponibilità: la fretta è nemica della gioia e per i bambini è una della maggiori fonti di stress. I bambini hanno i loro tempi, certamente diversi da quelli di noi adulti, e in questa diversità bisogna trovare un compromesso. Come? Te ne parlerò durante l’incontro del 6 marzo.

2. Evita di arrabbiarti e sorridi di più: l’essere severo non ti aiuta ad essere più efficace, tanto comunque dovrai risolvere e cercare la soluzione, tanto vale farlo nella calma. Il cervello più è calmo e più è intelligente, quindi più sei sereno e più riuscirai a prendere la decisione giusta.

3. Non trattarlo come un burattino: evita di dargli troppi comandi o cose da fare, l’eccesso di regole non fa bene. I bambini non si sentono liberi e sviluppano un profondo senso di incapacità che diventa insicurezza e poca fiducia in se stessi.

4. Ritagliati del tempo esclusivo per lui: gioca con lui e fatti guidare da lui nei giochi. Fai scegliere a lui i giochi da fare, non serve che tu gli dica sempre cosa va fatto. Nella sua natura lui sa di cosa ha bisogno e te lo chiede…ascoltalo e assecondalo.

5. Usa l’ empatia: Quando lo ascolti guardalo negli occhi e cerca di comprendere profondamente le emozioni che sta provando, se è terrorizzato accoglilo e consolalo, se è triste, fai qualcosa per fargli passare la tristezza. Se sta provando emozioni molto forti quello è il momento peggiore per insegnargli qualcosa. Non ti ascolta!

6. Sii fermo nelle decisioni: quando scegli di dire no è no, tuo figlio ha bisogno di vederti sicuro in ciò che bisogna fare. Se ti vede insicuro o indeciso, perderai leadership con lui e lui ne approfitterà. Ci sono no necessari che aiutano a crescere. Comunicali con dolcezza, non hai bisogno di essere duro, ma con fermezza. Così facendo aiuterai tuo figlio a crescere più sicuro di se con ottimi punti di riferimento.

7. Sdrammatizza: non attaccarti con rabbia e rancore ai conflitti, usa l’ironia per uscire da alcune situazioni. Il metodo danese prevede l’uso della risata, del gioco, dell’ironia per risolvere conflitti anche piuttosto importanti.

8. No alla rigidità: le punizioni, le urla, i rimproveri continui, la sculacciata, funzionano a breve termine ma a lungo termine ti allontanano da tuo figlio. Fanno covare in lui rancore, rabbia, che prima o poi viene fuori più violente e irruenta. I bambini sono persone e vanno trattati con rispetto. Non sono animali da ammaestrare (con tutti il rispetto per gli animali!).

9. Anticipa i suoi bisogni: se c’è qualcosa che puoi fare per lui e sai che a lui fa bene, fallo prima che te lo chieda, non è viziarlo ma farlo sentire compreso e accolto. Significa comunicargli che hai ascoltato, compreso e capito per bene le sue esigenze e che sei lì per aiutarlo.

10. Parlagli in modo costruttivo e non distruttivo: la comunicazione è un elemento molto importante, parla di soluzioni e non di problemi in una modalità di aiuto, lui sta imparando, non è perfetto, è normale che faccia degli errori, come non lo sei tu, ma ha bisogno di te, per crescere dal tuo esempio.

 

 

Approfondiamo il punto 10. Tieni ben presente che alcune parole sono più efficaci di altre e formulare una frase in modo o in un altro può avere effetti piuttosto differenti. Ci sono frasi che distruggono e frasi che incoraggiano anche se per entrambe ci può essere una intenzione positiva.

Pensa a: “Non fare, non pensare, non dire…”

 

 

Quante volte usiamo la negazione come strumento di comunicazione?

 

Eppure questa abitudine linguistica nasconde una pericolosa insidia perchè ci fa pensare proprio alla realizzazione della situazione. Il cervello funziona per immagini e le immagini sono più potenti delle parole. Quando parli chiediti: che tipo di immagine sto evocando in mio figlio con questa comunicazione?

Ecco un esempio per essere più chiari: famiglia riunita sul divano per guardare un cartone animato.
Giulia e Matteo sono sul divano e giocano. Giulia ha in mano un bicchiere di succo di frutta. La mamma riprende la bambina: “Giulia stai attenta, non rovesciare il succo sul divano!” Cosa farà Giulia? Giulia penserà (inconsciamente) al concretizzarsi di quella situazione, per poi cercare di eliminarlo e di non farlo verificare.

 

Meglio formulare le frasi in positivo, invitando i bambini a fare qualcosa.

 

Da tempo ho eliminato la parola “stai attenta” con mia figlia. Quando ho bisogno di chiederle attenzione la invito con un “concentrati”. Mi sembra più positivo e meno allarmante, e ha degli effetti meravigliosi perché la bambina sta sviluppando la capacità di concentrazione, una cosa che serve tantissimo ai nostri figli per la loro vita personale e scolastica.

Inoltre, è consigliato rinforzare i comportamenti positivi, riconoscendo i successi di tuo figlio per il suo impegno, indipendentemente dai risultati raggiunti. I risultati a volte non arrivano subito, ma l’impegno quello sì, lo vedi subito, e se lo sottolinei diventa per tuo figlio più facile.

Per di più, di fronte a un comportamento inappropriato dei bambini, è importante suggerire delle alternative, non ordinando un divieto categorico, ma con due ingredienti indispensabili: la fermezza e la comprensione.

Spesso è utile utilizzare “preferisci A o B?”  e far scegliere il bambino piuttosto che dirgli con rigidità: “fai così e basta”.

In questo modo non ti comporti in modo ‘autoritario’ ma ‘autorevole’, tuo figlio percepisce la tua leadership che è per lui fonte di sicurezza, apprendimento e modellamento.

 

 

Una comunicazione più efficace significa seguire delle strategie linguistiche nuove che ti aiutano ad ottenere nuovi risultati per educare tuo figlio.

 

E l’ultimo ingrediente? Quello più importante, tanto da essere il 10 +1?

 

 

Ti svelo il segreto dei segreti:

 

+1) Sii felice e sereno e lo sarà anche lui.

 

 

I nostri figli hanno bisogno di vederci pronti ad affrontare la vita, con tutte le sue sfide e difficoltà. Hanno bisogno di vedere che manteniamo la calma anche davanti ad un problema, che ci riempiamo dell’atteggiamento positivo giusto per risolverlo, che affrontiamo la vita – nei suoi dolori e le sue gioie – con la massima efficacia che possiamo, dimostrando che c’è sempre la speranza di qualcosa di migliore.

 

 

Oggi i nostri figli hanno il diritto alla speranza.

 

 

È una esigenza sociale fortissima. Molti bambini sono demotivati, scarichi, stufi, annoiati, tristi –soprattutto a scuola e nell’affrontare i compiti – perché noi adulti – genitori ed educatori – trasmettiamo loro la fatica di questa vita.

Se è tutto un problema, se è tutto difficile, se non c’è mai tempo, se siamo tutti sotto stress, perché mai un bambino dovrebbe mantenere nel suo cuore quella gioia di vivere con la quale nasce?

Impegniamoci a vivere una vita più leggera e più gioiosa, impegniamoci ad apprezzare le cose belle di cui tutti siamo pieni, offriamo ai nostri figli una visione positiva degli altri e della vita perché loro coltivino la speranza che il mondo è un posto bello in cui vivere e che la vita è ogni giorno scoperta, crescita, possibilità.

Educhiamo i nostri figli alla possibilità.

 

Perché il mondo ne è pieno e noi con le nostre scelte scegliamo ogni istante quali possibilità vivere.

 

Quando un genitore conquista una maggiore efficacia ottiene come risultato che la maggior parte dei figli ascolta quello che diciamo, alcuni fanno persino quello che diciamo, ma tutti i figli fanno quello che facciamo noi.
I nostri figli sono influenzati in ogni istante da ciò che noi siamo.

 

Se noi per primi saremo più felici, più calmi e più sereni, lo saranno anche loro.

 

 

So che magari starai pensando che non è facile, ma è possibile. E io in aula voglio spiegarti come.

Ci vediamo il 6 marzo per crescere insieme!

Iscriviti subito alla conferenza GENITORI SERENI E FIGLI FELICI che si terrà il 6 marzo e dove scoprirai le tecniche, i valori, i comportamenti e la comunicazione per accrescere sicurezza e fiducia nei tuoi bambini e creare un clima sereno e armonioso in casa.

 

Ti aspetto!
Cristina Bari