Verifiche, interrogazioni, compiti.

Come puoi constatare ogni giorno, osservando tuo figlio, i ritmi a scuola sono frenetici.

Dopo una verifica, gli insegnanti assegnano dei voti, senza nemmeno spiegare il perché di quel voto.

E tuo figlio torna a casa distrutto. 

In questo modo, i voti distruggono l’autostima di tuo figlio

Tutto si riduce in uno sterile voto.

Succede anche a me.

Prima erano i numeri, poi i giudizi, ora di nuovo sintetiche cifre che assegnano un valore.

Ma è un voto al compito o alla persona?

Come lo interpretano i bambini?

Capiterà anche a te, di essere sempre preoccupato che tuo figlio ottenga buoni voti e che studi, come ogni genitore.

Ma spesso ti concentri troppo sui risultati, sul voto finale, trascurando tutto il resto. Trascurando soprattutto le emozioni di tuo figlio: Cosa prova? Cosa pensa? Che sensazioni stanno viaggiando nella sua testa?

Lo sai che tutto questo diventa le sue convinzioni più profonde?

L’interpretazione di ciò che accade nella sua vita diventa il “sono capace”/ “non sono capace”, “sono sicuro di me”/ “sono insicuro”: è possibile che nessuno se ne occupi?

Poi vogliamo figli perfetti, forti, capaci di fare ogni cosa e soprattutto autonomi.

Eppure non ci occupiamo mai di queste cose, come se fossero lontane dalla nostra responsabilità o come se dipendessero dal caso o dalla fortuna.

Fermati un attimo e prova a pensare: cosa conta veramente nella vita?

Finisci per concentrarti sul voto ottenuto in una verifica e valuti tuo figlio sulla base del voto, dimenticando che il bambino vale indipendentemente dal successo scolastico.

Succedeva anche a me, prima di avere mia figlia. Guardavo i bambini a cui voglio bene, magari i miei parenti e dicevo “non è possibile che hai preso un 6″ tu che sei così intelligente…

Ma a quel tempo non avevo idea della strettissima connessione esistente fra voti scolastici ed emozioni del bambino.

Ti faccio una domanda: vuoi che tuo figlio sia felice?

Non rispondermi banalmente si, lo so che tutti i genitori lo vogliono, in teoria, in pratica poi, in pochi allenano veramente la felicità del bambino. Gli altri la affidano al fato…e che Dio ce la mandi buona!

Pensi che quello che accade a scuola possa rafforzare l’autostima di tuo figlio?

I voti non incoraggiano, i voti non stimolano a dare sempre di più. 

I voti giudicano, i voti condannano, i voti mettono etichette che sarà difficile modificare e se tuo figlio si convince di “io non sono capace”; tu sei fregata cara mamma!

Certo, non è così per tutti, dipende dal bambino.

Il voto basso distrugge l’autostima del bambino insicuro, chiuso, timido e lo demotiva.

Però parliamoci chiamo, un conto è che la scuola metta voti, un discorso diverso è che tu, mamma, sia così legata al voto! Lascia che la scuola metta di voti, ma tu non essere così legata al 6 all’8 o al 10, tuo figlio è tuo figlio!

Quando si studia per il voto la scuola non funziona. 

Tuo figlio, soprattutto nella scuola primaria, deve imparare a studiare per il piacere dell’apprendimento, per la sete di conoscenza, perché sapere è divertente e imparare è semplice. Tuo figlio dai 6 anni in su ha la straordinaria opportunità di scoprire il mondo dei libri, di capire come funziona il corpo umano, di studiare le relazioni, la comunicazione, per diventare un adulto più sicuro di sé, più autonomo e più felice.

Ma nella scuola di oggi questo accade? Non credo proprio.

Sarai d’accordo con me, nel confermare che i bambini sono terrorizzati dal ricevere un brutto voto, soprattutto quando passano dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria e si rendono conto che dovranno essere giudicati, ogni giorno.

E soprattutto che non avranno mai né una spiegazione di quel voto, né un aiuto concreto su quello che possono fare per migliorarsi.

Chi sei tu insegnante da dire a mio figlio “ti metto 6 e basta” senza dirgli il perché e soprattutto senza aiutarlo a migliorare? A che serve questo voto? E non mi riferisco allo scrivere: “devi essere più ordinato, devi essere più concentrato” … balle!! Dimmi come!

Sei un insegnante, il tuo DOVERE è dirmi come Devo fare ad essere più concentrato!

Questo dovrebbe insegnare-allenare la scuola! E invece avviene il contrario e i bambini finiscono così per associare l’apprendimento alla paura, alla sconfitta, alla delusione.

Che schifo di scuola è questa!!

Poi ogni tanto trovi l’insegnante mosca bianca che invece si mette lì, con il singolo bambino, lo aiuta a migliorare, lo motiva, lo stimola, e il bambino si illumina, e quando tu genitori trovi quell’insegnante sei pronto a “fargli una statua”.

Ed è proprio così. Io ho trovato un insegnante simile per mia figlia e infatti la bambina è felice e serena di andare a scuola.

Se la sfida cognitiva è accompagnata da un’emozione negativa, come la paura di non farcela, di essere giudicato negativamente, di non riuscire come gli altri compagni di classe, il bambino ricorderà ogni volta il disagio che ha provato e lo metterà in correlazione con l’apprendimento e con i compiti.

Ed è l’inizio della fine: una situazione negativa che peggiorerà in 4° e 5° elementare, diventerà un disastro alle scuole medie e poi ….

Il disagio verrà rinforzato ogni volta dal brutto voto, accrescendo il senso di colpa e l’insicurezza.

Sperimentando una serie di insuccessi, confermati dal voto negativo dell’insegnante, l’autostima del bambino sarà così distrutta.

Ogni giorno la scuola distrugge l’autostima di tuo figlio.

Il voto, invece, dovrebbe essere strumentale, volto ad evidenziare il livello di apprendimento del bambino e le aree di miglioramento.

Perché il voto non deve ridurre ad un numero una persona.

Tuo figlio deve avere accesso a quelle risorse emotive che lo facciano sentire una persona unica e di valore, capendo che il voto è sì importante ma è fondamentale che apprenda ciò che gli viene insegnato, a prescindere dalla valutazione finale.

Io vedo ogni giorno mamme sulla soglia di una crisi di nervi perché il figlio ha preso 7 alle scuole elementari mentre i suoi compagni prendono 9! Mamma che ad un 7 si sentono giudicate dagli altri, si sentono inferiori, sentono il peso del giudizio degli altri e per questo si vergognano; sì, provano vergogna perché il loro figlio ha preso due punti in meno rispetto ai suoi compagni.

Siamo messi male signori, dobbiamo far qualcosa, e dobbiamo farlo subito.

Non sarebbe eccezionale se tuo figlio comprendesse finalmente che il voto espresso dall’insegnante è relativo a quel compito, a quell’interrogazione e non alla persona?!

Invece, questo non è quello che viene trasmesso a tuo figlio che, magari dopo un brutto voto, si sente triste, umiliato, e torna a casa piangendo e sviluppa un certo rifiuto nei confronti della scuola.

Ma non temere, tutto questo può cambiare e io e il mio staff siamo ogni giorno impegnati in una delle più grandi rivoluzioni mai viste.

La scuola può continuare ad essere uno schifo. Le insegnanti possono continuare a mettere voti senza dare spiegazioni o aiuti. Ma tu, cara mamma, puoi fare moltissimo per compensare queste mancanze.

Tu hai mano il potere di ristrutturare le emozioni negative di tuo figlio e di trasformare in qualcosa di piacevole, positivo e utile.

Come? Grazie alla comunicazione, ai valori che a lui trasmetti e all’esempio che gli dai tutti i giorni.

Ti starai chiedendo: Cosa posso fare per aiutare mio figlio?

Esiste una possibilità per vivere la scuola con serenità, in un modo nuovo.

In questo articolo ti fornirò delle indicazioni concrete per riuscire a dare sicurezza e serenità a tuo figlio.

Quando, per esempio, tuo figlio torna a casa sconsolato per un brutto voto, non dirgli: “Perché hai preso 4? Ma non hai studiato? Non hai capito il compito? Ecco, ora niente videogiochi per una settimana”.

I rimproveri e le punizioni NON SERVONO A NULLA! NON LO AIUTANO A MIGLIORARE A SCUOLA.

Ma secondo te, come può il divieto a guardare i cartoni aiutarlo a fare meglio? Che c’entrano i cartoni con la geografia?

Queste frasi non fanno altro che mettere in crisi il bambino, colpevolizzandolo; lo convincono che ha meritato quel voto, che non è capace e che non può fare nulla per rimediare.

Invece, il bambino ha bisogno di essere compreso e sostenuto, deve essere aiutato affinché rafforzi quelle competenze psicologiche che gli consentiranno di potenziare l’equilibrio emotivo, consolidare i rapporti interpersonali e creare la base per una sana crescita personale e professionale.

Solo fortificandolo, potrai assicurarti che diventi un adulto in grado di elaborare il malessere e prevenire situazioni di fragilità emotiva.

E questo è fondamentale perché la vita ci infligge costantemente tante mazzate e noi dobbiamo essere bravi a schivare i colpi e a saperci difendere. Altrimenti cresciamo “pappamolle”.

Dovrai sostenere il suo fallimento senza intrometterti nelle vicende scolastiche, non trasmettere ansia e soprattutto non minacciarlo. Dovrai parlargli con calma, accoglienza, calore e dirgli che è una situazione solo momentanea, che si può sempre migliorare e che sei li pronta ad aiutarlo e a dargli tutto il tuo sostegno.

Mettiti tu nei panni di tuoi figlio, immagina un giorno in cui ti senti triste, incompresa, come se tutto il mondo ce l’avesse con te, come ti sentiresti se qualcuno di ti dicesse: “Non ti preoccupare, evidentemente il compito non era svolto in maniera corretta, cerca di capire con la maestra cosa hai sbagliato e cosa non hai capito, così sicuramente il prossimo compito andrà meglio, vedrai, ne sono sicura, mi fido di te e sono sicura delle tue capacità”. Caspita signori, che bello!! Sono le parole che ognuno di noi avrebbe voluto sentirsi dire dai suoi genitori durante l’infanzia, quelle che ti scaldano il cuore e che ti cambiano la vita.

Questo ovviamente non può accadere se tu per prima attribuisci un’eccessiva importanza al voto: è così?

Quando ti confronti con i gruppi whatsapp di mamme, ti senti un po’ inferiore? Ti vergogni un po’? Hai paura di essere giudicata? Hai paura che tuo figlio non ce la faccia? Hai paura che non sappia studiare o farlo da solo? Se si, sappi che ogni giorno, in ogni istante gli stai trasmettendo queste paure e che solo risolvendole in te puoi educarlo in modo più efficace e positivo.

Evita di chiedere sempre: “che voto hai preso?” oppure “Quanto ha preso il tuo compagno Tizio o Caio?”, altrimenti sarai tu stesso a dare eccessiva importanza al voto e a mettere pressione a tuo figlio.

Chiedi a tuo figlio al ritorno da scuola: ‘’ti sei divertito oggi’’? , ‘’sei stato bene’’?, ‘’cosa è successo di bello’’?

Nella vita, quando la scuola finirà, conta molto di più la capacità di una persona di sentire le sue emozioni e quelle degli altri per creare ottime relazioni e per essere capace di godersi al vita, di vivere per uno scopo e di saper realizzare i propri obiettivi grazie alle proprie risorse personali. Questo conta davvero, altro che i voti!

Come sicuramente saprai, infatti, le nozioni apprese sui banchi di scuola sono fondamentali, ma nella vita a fare la differenza sono l’autostima e le capacità relazionali:  come afferma Daniel Goleman “è essenziale sviluppare la consapevolezza di sé, la capacità di dominare le emozioni invalidanti, la sensibilità verso le emozioni altrui e le capacità interpersonali”.

Osserva la tua vita: quando ti risulta difficile accettare veramente gli altri? Quanti problemi hai con gli altri a causa di incomprensioni? Quanta ansia c’è dentro di te per l’esistenza di paura inutili? Prima si inizia a lavorare sulle emozioni dei bambini e più si struttura in loro una personalità equilibrata, serena, positiva.

Queste sono proprio le finalità delle “allenatrici emotive” di 11eLode, primo centro di doposcuola a Lecce specializzato nell’allenamento delle abilità emotive e relazionali dei bambini della scuola primaria.

Il nostro obiettivo principale in 11eLode è proprio rafforzare l’autonomia dei bambini, lavorando sulle loro emozioni, attraverso lo svolgimento dei compiti e di laboratori.

Si può facilitare il naturale sviluppo di ciascuno, si possono non usare libri, voti, compiti e schede, si può rompere quel sempiterno sodalizio che purtroppo lega l’apprendimento alla noia. Insomma si possono fare molte cose se, innanzitutto, si crede che sia importante farlo. Costruiamo una scuola più competente, vicina agli esseri umani che la abitano, ai loro bisogni e sogni, a partire dal bisogno/sogno di felicità”-  Si può fare. La scuola come ce la insegnano i bambini del maestro Tamagnini


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