LUCI E OMBRE DELLA DIDATTICA A DISTANZA: PERCHÉ È IMPORTANTE CAPIRE, PERCHÉ È IMPORTANTE SCEGLIERE …SOPRATTUTTO SE SEI GENITORE DI UN BAMBINO PICCOLO (3-6 ANNI).

Scritto in ambito: Bambini | Educational | Educazione | News | Scuola

Una delle parole più importanti della mia vita è ‘apprendimento’. Per me l’apprendimento è tutto. Io mi sento in costante apprendimento rispetto a quello che desidero conoscere o ancora ignoro e anche rispetto a quello che già conoscono e desidero fare sempre più mio.
 
“Ma come Cristina, sei una coach, sai tante cose, sai come funziona la mente, come si può riprogrammare al benessere, alla serenità, alla calma, al successo un cervello e parli di apprendimento come la cosa più importante della tua vita?”

Sì, proprio così. Anche se ‘insegno’, continuo ad imparare, sempre. È una scelta.

Proprio perché mi occupo di processi mentali, ti propongo di riflettere sulla parola ‘apprendimento’. Non finirò mai di imparare. E tu? E attenzione non ho detto ‘non si finisce mai di imparare’, perché questo non è affatto vero. Io non finirò mai di imparare perché la mia è una scelta, una scelta consapevole.

Qualcun altro potrebbe fare una scelta opposta e smettere di imparare, come accade a tante persone che si fermano, si arrendono, si “negativizzano”, si chiudono nella rabbia, si accontentano, si inchiodano in una posizione di comodità dove si sentono al sicuro, ma non crescono più.

Amo imparare, sono da sempre curiosa e per me la scoperta che nutrivo quando ero bambina nell’esplorare il mio giardino per scoprire sempre cose nuove, è ancora viva in me. Si è solo spostata su altri argomenti.

Non è però di questo che voglio parlarti (o forse sì).

Certamente voglio parlare di apprendimento, tema molto caldo in questi giorni a livello governativo e sociale. Si discute sulle nuove modalità di apprendimento dei bambini, sul come fare didattica e sul come concepire la ‘nuova’ scuola (…che se poi avessimo la garanzia che fosse realmente ‘nuova’ sarebbe già un successo).

Negli ultimi anni ho imparato tantissimo e questo mi ha permesso di cambiare molto. Ho capito che si deve usare un sano ‘distacco emotivo’ dalle informazioni divulgate a livello mediatico. Non è che non mi fidi dei media, è che li guardo con occhio attento, critico, ponderatamente valutativo.

Scelgo. Scelgo da cosa farmi ‘influenzare’ e come, soprattutto.

Scelgo cosa pensare.

Ho appreso in questo tempo che è sbagliato fermarsi a riflettere solo sul titolo di un articolo, perché quel titolo può essere assolutamente fuorviante: poi magari il suo contenuto dice tutt’altro, a volte smentendo il titolo stesso.

Ho imparato a non fermarmi al solo titolo, ma ad approfondire. Ho imparato anche a osservare la stessa notizia da più fonti, che poi dicono cose molto diverse, e quindi ho capito che quello che c’è scritto è solo l’interpretazione di chi ha scritto, non la verità assoluta di chi ha parlato. Chi ha parlato voleva dire la sua, andando in una certa direzione. Chi interpreta, distorce queste informazioni e le trasforma spesso in altro.

E dunque scelgo cosa pensare e come pensare.

Questo dipende certamente dall’aver scoperto diversi anni fa le neuroscienze, con la loro sorprendente scoperta ‘il pensiero crea la realtà’, ma è anche per aver scoperto che fra i principali interessi dei media non c’è informare, c’è piuttosto plasmare le menti alla paura, al limite, alla distrazione.

I media plasmano la nostra mente, la manipolano, nel senso vero del termine, lavorano per farci pensare in un determinato modo e dunque per farci agire in un determinato modo. Come la pubblicità, una bella pubblicità del nuovo detersivo, ti invoglia subito a comprarlo per il desiderio di provarlo. Chi ha innescato in te quel desiderio? La pubblicità. Altrimenti avresti scelto altro.

Siamo esseri intelligenti e pensanti e dunque abbiamo la facoltà di sviluppare un pensiero critico e di sentirci liberi di scegliere. Scegliamo cosa pensare. Scegliamo come pensare. E di conseguenze scegliamo ciò che è meglio per noi, ancor di più per i nostri figli. Anche andando oltre il ‘pensiero comune’.

La convinzione ‘è sempre stato così’, può fare acqua da tutte le parti visto che siano in un mondo mai visto prima.
Non puoi educare i tuoi figli al nuovo mondo, con le regole dell’educazione di ieri.

Non funziona più.

Per esempio ora, in relazione al chiacchiericcio e alla immensa confusione che regna rispetto alle notizie sulla riapertura della scuola, su come, quando e con chi accadrà, se ne dicono di tutti i colori. Io scelgo. E invito anche te a farlo.

Per esempio mi rifiuto di pensare che la DAD (Didattica a Distanza) sarà una misura portata avanti dal governo oltre questi mesi, mi rifiuto di credere che a settembre, alla riapertura delle scuole, ‘tutti’ gli studenti staranno in DAD. Già, perché tralasciando gli effetti negativi di questa metodologia (che sono sotto gli occhi di chiunque la stia vivendo), non possiamo certo pensare di trattare uno studente di quarta superiore come un bambino di seconda elementare.

Sarebbe un gravissimo errore.

Parliamo di bisogni diversi, di esigenze diverse e dunque di linguaggi diversi, è alquanto improbabile che un Governo li metta tutti nello stesso calderone, mentre i media ci fanno passare proprio questo.

Mi rifiuto di pensare che a settembre ci saranno doppi turni e didattica alternata, perché questo non solo getterebbe la scuola nel caos più del doppio rispetto al caos attuale e ormai di moda da troppi decenni, oltretutto getterebbe nel caos anche intere generazioni di famiglie, bambini, adolescenti.

Si deve certamente prendere in considerazione e risolvere il problema delle ‘classi pollaio’ (definizione orrenda da associare ad un bambino, che rende però bene: pensa che io non mangio neanche la carne, quindi per me è ancora più brutta questa espressione), ma non solo alla luce del Coronavirus, prima di tutto per il benessere e la salute mentale di alunni, insegnanti e genitori.

Il Covid non c’entra, avremmo dovuto cambiare la scuola tempo fa.

Mi rifiuto di pensare che un Governo evoluto e intelligente non si renda conto che i bambini piccoli, soprattutto quelli sotto i 6 anni, abbiano più che mai bisogno di socialità, creatività e movimento per imparare come si usano le emozioni e come si entra in relazione con gli altri.

Un bambino piccolo non può vivere a lungo da solo, senza contatto con i suoi coetanei con i quali qualsiasi interazione – dalla costruzione di un gioco, al litigio, alla scoperta insieme – diventa fonte di apprendimento per tutta la vita.

Io credo che i media stiano esagerando con questo allarmismo. E credo che ogni genitore, già abbondantemente stressato e stanco di tutta questa situazione, debba difendersi dal terrorismo psicologico che i media oggi ci offrono su un piatto d’argento, camuffandolo da ‘salvezza dei popoli’ e invece è la ‘fogna dei popoli’.

Il Covid-19 esiste, ne abbiamo tutti subito gli effetti negativi, ma non possiamo pensare che questa situazione durerà per sempre. Salviamo noi stessi dalle informazioni superflue, negative, dannose.

Scegliamo.

E quale potrebbe essere la scelta più sana da operare?

Per me è la fiducia. Dobbiamo avere fiducia e credere che le soluzioni saranno chiare e utili per tutti. Aspettiamo con pazienza. Le cose possono cambiare di giorno in giorno. Certamente a tutti farebbe piacere un Ministero dell’Istruzione più veloce, ma è pur vero che questa pandemia ha colto tutti di sorpresa ed è stata assolutamente inaspettata.

Dunque serve il tempo per capire e per attivare le giuste misure di intervento. Dobbiamo avere fiducia che i nostri figli possano vivere una scuola più sana, più sicura e più serena. Dobbiamo avere fiducia che questo immenso cambiamento nel quale siamo tutti coinvolti porterà, dopo l’iniziale immenso scompiglio, nuove consapevolezze e una nuova energia.

È già cosi. Sta già accadendo.

Chi mi conosce lo sa, sono molto critica nei confronti della scuola, così come è oggi in Italia. Riconosco pienamente le profonde lacune e le mancanze che gravano sui bambini in primis, ma anche sulle famiglie e sui docenti.

Il riconoscimento delle gravi carenze scolastiche mi ha portato 4 anni fa a sognare di fondare 11eLode e poi a realizzarlo nel primo Centro Pedagogico di Lecce. Clicca qui ==> https://www.11elode.it/

Ho scelto di dedicare le mie energie, competenze e passione alla creazione di un Centro Pedagogico che offrisse qualcosa di diverso ai bambini, pensando ai più piccoli che sono i più bisognosi di un lavoro attento e profondo sulle emozioni e sulle relazioni, invece che all’eccesso di ‘prescolarizzazione’, nel quale sono generalmente abituati alla materna.

I bambini hanno bisogno di fare i bambini fino ai sei anni, dopo impareranno a leggere, scrivere e calcolare per bene, e lo faranno tanto meglio quanto più avranno giocato nella libertà di essere bambini.

Ho scelto di mettere insieme un Team di straordinarie Educatrici appassionate e formate per guidare giorno dopo giorno i bambini dai 3 ai 6 anni alla scoperta di sé stessi, degli altri e del mondo usando l’arte, la manualità, il movimento, la musica, il teatro, lo yoga, la meditazione, il gioco (invece di usare le schede per imparare a leggere, scrivere e calcolare già alla materna).

Ai bambini non serve una ‘adultizzazione’ forzata per dimostrare di saper leggere, scrivere e calcolare a 4 anni. È dannoso secondo l’opinione di diverse ricerche che raccontano i danni in termini emotivi (ansia, stress, insicurezza) di una precoce ed eccessiva pre-scolarizzazione. Scarica la Brochure di approfondimento sui danni della pre-scolarizzazione, clicca qui.

Serve il gioco, serve il movimento, serve lo spazio, l’esplorare all’aria aperta, la scoperta, la manualità. Serve usare la testa.
 
Così ho scelto di creare questo Gruppo Pedagogico per i bambini dai 3 ai 6 anni che – insieme al Doposcuola Primaria per bambini dai 6 ai 10 anni – compone l’offerta pedagogica di 11eLode.

Per scoprire il Gruppo Pedagocico 3-6 anni, clicca qui.  Per scoprire il Doposcuola Primaria, clicca qui.

Abbiamo fatto un grande errore tutti insieme, durante la Fase 1 di questa pandemia.
Abbiamo dimenticato i bambini.

Abbiamo creduto che potessero affrontarla come adulti, pur non essendolo. Abbiamo creduto che potessero affrontarla da soli, pur avendo bisogno degli altri. Abbiamo creduto che tenerli in casa per due mesi potesse non avere conseguenze. Non è così.

Ne avranno. Potrebbero essere positive o negative, dipende da quello che il bambino ha vissuto come ‘atmosfera emotiva’ nella sua famiglia. Se è stato in armonia con genitori sereni, calmi,  molto impegnati ma comunque attenti, allora avrà un buon ricordo di tutto questo, perché forse non ricorderà altri periodi in cui è stato così a lungo con i suoi genitori.

Se al contrario avrà vissuto a contatto con genitori arrabbiati, violenti, eccessivamente rigidi e severi, super stressati, incapaci di ascoltare i suoi bisogni e ignari delle sue emozioni, avrà un cattivo ricordo, probabilmente si starà sentendo più solo e impaurito che mai.

Qualunque sia la situazione vissuta dai nostri bambini, ora basta.

È tempo di farli tornare a crescere insieme, perché i bambini devono crescere con i bambini. Per ‘risolvere’ momentaneamente le ‘classi pollaio’, si può pensare a turni alternati (fra mattina e pomeriggio) pur di garantire la socialità.

Non si può invece pensare ad una Didattica a Distanza per bambini di materna ed elementari, assolutamente. Per loro è fondamentale la socialità, ne va della loro salute fisica, mentale, emozionale.

E allora, cari genitori, usiamo questa pandemia per imparare, apriamoci a nuove possibilità, scegliamo nuovi pensieri più utili per noi e per i nostri figli, perché se c’è una cosa in assoluto che sta insegnando a tutti noi questa situazione è che dobbiamo essere pronti al cambiamento e viverlo come possibilità di miglioramento e di benessere per noi e per le persone che amiamo.

Scegliamo di avere fiducia, scegliamo di osservare la realtà con gli occhi dell’amore e soprattutto operiamo le scelte più sane per i nostri figli.

Noi da settembre ci saremo, al mattino con il Gruppo Pedagogico (materna) per i bambini dai 3-6 anni e nel pomeriggio con il Doposcuola Primaria per i bambini dai 6 ai 10 anni e ti daremo il massimo, come sempre, per aiutarti nella crescita consapevole di tuo figlio.

Forse dovremmo limitare il numero di partecipanti per rispettare le direttive governative. Lo faremo. E insieme a questo, faremo di tutto per garantire ai bambini la più bella esperienza di crescita in un centro-scuola che somiglia molto più ad un laboratorio creativo dove tutto è possibile, anche l’impossibile come diceva Mary Poppins.

Il mio Team è a tua disposizione per darti le informazioni necessarie per valutare la scelta del Metodo 11eLode.

Clicca qui e scarica (gratis) il Video Corso Introduttivo del Metodo 11eLode.

Nel video si parla solo della fascia elementare (Doposcuola Primaria del pomeriggio) perché quando il video è stato girato non esisteva ancora il Gruppo Pedagogico della mattina (materna) per i bimbi dai 3 ai 6 anni.

I principi e i valori sono però gli stessi per entrambe le fasce di età.

Clicca qui e scarica (gratis) il Video Corso e, se sei un genitore attento e curioso, chiamaci al numero 0832 19 20 135, saremo ben contenti di darti tutte le informazioni che desideri.

Ti auguro di scegliere sempre il meglio per i tuoi figli.
Cristina Bari

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Il corso introduttivo per entrare nel mondo 11eLode e scoprire come far crescere tuo figlio più capace e motivato a scuola, più sereno in famiglia, più autonomo e più sicuro di sé con gli altri.


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