Emozioni dei bambini: come affrontarle efficacemente.

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Sappiamo gestire le emozioni dei bambini?

Prima di avere figli siamo tutti ottimi genitori! Diamo consigli su come affrontare le situazioni più critiche e siamo certi di avere tra le mani il miglior stile educativo esistente.

Il difficile arriva quando si inizia ad avere a che fare con bambini ‘veri’ in carne e ossa. A quel punto scopriamo quanto può essere mortificante e difficile. Un conto è la teoria, un altro è la realtà.
È successo anche a te? A me sì!

Diverse volte ho avuto difficoltà con mia figlia nel mettere in pratica qualcosa di molto efficace che conoscevo in teoria.
Poi, dopo vari tentativi ed errori, sono riuscita a trovare il modo migliore per affrontare situazioni difficili…È successo anche a te? A me sì! Questa la realtà di ogni genitore!

Immagina di tornare da lavoro dopo una giornata intensa e di dover preparare la cena, rassettare casa, uscire con il cane per i suoi bisogni, fare la lavatrice, stirare. Appena varcata la soglia di casa entri in un clima teso e trovi i tuoi figli nel bel mezzo di un litigio:

“Mi ha spinto!”

“Non è vero!”,

“A me non l’hai mai comprata la macchinina”,

“Non voglio fare i compiti, non sei mica il mio capo!”.

Stanco e consumato da una giornata di lavoro, desidereresti solo avere una bacchetta magica per riportare la quiete nel tuo nido, ma ciò non accade e tutti i tuoi tentativi di placare gli animi si rivelano fallimentari.
Scommetto ti è già capitato!

Le strategie che scegli non fanno che aumentare il tuo senso di frustrazione ed impotenza, e diminuiscono in maniera esponenziale pazienza e lucidità.

Che fare in queste situazioni?

In questo articolo troverai semplici e pratiche indicazioni su come gestire le situazioni più sfidanti che capitano quotidianamente.

A tu per tu con le emozioni dei bambini.

Vediamo da dove parte tutto il patatrac:

Dialogo 1

Bambino: Mamma, sono stanco

Mamma: Non è possibile, hai appena fatto il riposino

Bambino (a voce più alta) Ma io sono stanco!

Mamma: Non sei stanco, sei solo ancora un po’ assonnato, dai ora vestiamoci, devi fare i compiti!

Bambino (frignando) No! Sono stanco!

 

Dialogo 2

Bambino: Mamma fa caldo qui

Mamma: No, non togliere il maglione, fa freddo, ti raffreddi…

Bambino: Ma io ho caldo!

Mamma: Ho detto di non togliere il maglione! Smettila!

Bambino: no, ho caldo! Uffa non puoi decidere tu!

Cosa accade alle emozioni dei bambini in questi momenti?

Queste conversazioni assumono la forma di discussioni animate che sfociano in quelli che noi adulti definiamo (erroneamente) capricci!

Cosa sono i capricci?

I capricci sono l’espressione di bisogni insoddisfatti, quando il bambino non si sente compreso dall’adulto in quelli che sono i suoi bisogni più profondi.
Il capriccio è una richiesta di aiuto in lingua ‘bambinesca’. Non puoi stopparli e ignorarli come se non avessero importanza: per tuo figlio quei capricci sono una cosa molto, molto importante.

Di solito durante i capricci accade che:

l’adulto nega, non accetta i sentimenti del bambino: “Non è vero che ti senti proprio così”, “Non c’è motivo di prendersela tanto”, “Non fare i capricci”, “Ma dai, per così poco!”

Negare i sentimenti, le emozioni, può confondere e far infuriare i tuoi bambini perché il messaggio che dai equivale a dir loro che è meglio che non ci si fidi dei propri sentimenti perché scorretti e che è più saggio far affidamento a quello che dice l’adulto. Come se l’adulto avesse ragione e i bambini sempre torto. Di conseguenza, così facendo, non metteremo i nostri figli nelle condizioni di imparare a riconoscere le proprie emozioni e dunque a gestirle positivamente.

Uno dei compiti principali dei genitori del terzo millennio è quello di educare i propri bambini ad avere una sana e solida intelligenza emotiva, un bagaglio indispensabile per tutta la vita con tutte le emozioni possibili.

Come affrontare le emozioni dei bambini?

Inizia con il fare un po’ di auto-osservazione.
Poni attenzione ai tuoi atteggiamenti e ascolta le tue risposte e reazioni:

  • Quali espressioni dei tuoi bambini ti mandano in crisi?
  • Come reagisci di fronte ad un sentimento “critico”?
  • Quali sono le tue reazioni emotive abituali quando le cose non vanno proprio come vorresti?

L’auto osservazione ti permettere di focalizzarti su ciò che fai, sui tuoi schemi più radicati per riconoscerli e imparare a governarli prima che si trasformino in comportamenti automatici e quindi in abitudini negative.

Molti di noi hanno imparato sin da piccoli a negare le proprie emozioni perchè l’ambiente in cui siamo cresciuti ci ha insegnato questo. Il risultato è vivere nella vita da adulti, situazioni di stress, ansia, incapacità, paure, rabbia, tensioni che hanno origine proprio nell’aver negato nell’infanzia le emozioni.

Il cambiamento è però possibile. E direi che è doveroso se vuoi offrire ai tuoi bambini qualcosa in più rispetto a ciò che ti è stato offerto.

Molto utile può essere mettersi nei panni di tuo figlio, per provare a capire come ci si sente in determinate circostanze: “E se fossi un bambino stanco e accaldato? E se volessi che i miei genitori sapessero cosa provo? Come mi sentirei se ricevessi quel tipo di risposte?”

Altrettanto utile è pensare a una tua situazione di vita e alla frustrazione che ti ha fatto provare (per esempio un’incomprensione con il capo, o la risposta evasiva di un amico ad un nostro sfogo). Ti sei sentito incompreso, solo e maltrattato, lo so.

In altri termini provare a guardare le cose da un punto di vista alternativo che contempli la comprensione e l’accettazione dei sentimenti altrui è estremamente utile: in questo modo la qualità delle tue interazioni sarà differente e genererà anche nei tuoi bambini risposte differenti.

Per cambiare in modo duraturo i tuoi schemi automatici e padroneggiare il linguaggio dell’accettazione ti serve allenamento e dedizione!

Quali sono i metodi per aiutare i bambini a gestire le emozioni?

ECCO I 4 PASSI PER MIGLIORARE SUBITO I TUOI COMPORTAMENTI E LA COMUNICAZIONE CON I BAMBINI, PER VIVERE PIU’ SERENI IN FAMIGLIA:

  1. Fai più attenzione alle esigenze di tuo figlio: quando i bambini si avvicinano per raccontarti qualcosa, rivolgi loro il tuo sguardo e la tua totale attenzione. Questo può significare interrompere qualsiasi altra attività (giocare con il telefonino, mandare messaggi, guardare la tv, fare i piatti….) e dedicarti mente e corpo all’interazione con loro, guardandoli negli occhi e ascoltandoli con il cervello, con il cuore e con il corpo. Loro si sentiranno amati, accolti e compresi semplicemente grazie ad un ascolto attivo.
  2. Riconosci i loro sentimenti: dai importanza a quanto ti esprimono utilizzando espressioni tipo: “Ah sì?” “Mmm…”, “Ti capisco” . In questo modo metti il bambino nelle condizioni di poter accedere alla propria capacità riflessiva, ai propri pensieri e magari ad elaborare autonomamente delle soluzioni efficaci. A volte non hanno bisogno della risposta, ma semplicemente di essere ascoltati per riuscire a trovare la soluzione in autonomia.
  3. Dai un nome ai loro sentimenti: in particolare a quelli negativi. Una falsa credenza è quella secondo cui dare un nome a sentimenti quali la rabbia o la tristezza possa peggiorare la situazione, e quindi sia meglio evitarli! In realtà evitare significa negarli e farli crescere interiormente. Abituati a dialogare con i tuoi bambini di tutti i loro sentimenti, quelli belli e quelli brutti, perché le emozioni sono sensazioni interiori che vanno e vengono ed è necessario imparare a riconoscerle per imparare a gestirle. In questo modo si educano bambini più felici e sicuri di sé.
  4. Usare sempre la fantasia e la possibilità: quando tuo figlio, ti chiede qualcosa che non è possibile realizzare in quel momento, non limitarti a dargli una spiegazione logica attraverso un NO. Per fargli accettare la realtà è utile fargli capire che comprendi quanto in quel momento stia desiderando quella cosa, malgrado non sia possibile! “Ti capisco” è una parola magica che crea armonia e accoglienza.

Affinché questi suggerimenti siano per te efficaci, è indispensabile porti in un atteggiamento di comprensione: quando sei in ascolto di te stesso e le tue parole riflettono le tue emozioni, allora sì che riesci ad essere autentico e arrivi dritto al cuore dei tuoi bambini!

Non scoraggiarti se inizialmente può risultare difficile. Tutte le cose sono difficili prima di diventare facili.  L’atteggiamento empatico è uno strumento che va allenato costantemente: per poter dar nome alle emozioni dei tuoi bambini è necessario imparare a guardare in profondità e andare oltre le parole per cogliere l’emozione profonda degli altri.

Quando tuo figlio imparerà a dare un nome alle proprie emozioni, allora potrà iniziare a governarle autonomamente, e sarà un bambino più felice, forte e sicuro di sé.  Te ne accorgerai subito della differenza perché avrà uno stile di vita più armonioso, sarà più sereno, più bravo a scuola e più accogliente verso gli altri.

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2 Commenti

  1. Alessandro

    Grazie per i preziosi consigli! Li metterò in pratica con mia nipote appena si verificherà una situazione di simile 🙂

    Rispondi
    • 11eLode

      Grazie a te per averlo letto e per tutte le volte che userai quelle strategie. Tua nipote ne sarà felice 🙂 ciao

      Rispondi

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