Aiuto, mio figlio è un Asino!

Scritto in ambito: Bambini | Educational | Educazione | Scuola

Repubblica ha pubblicato i dati (scoraggianti) delle Prove nazionali Invalsi: se hai un figlio alle primarie, è molto probabile che tra qualche anno dirai: “Aiuto, mio figlio è un asino!”

Cari genitori quello che sto per dirvi è sconvolgente. Certo non possiamo solo lamentarci. Dobbiamo agire verso una soluzione concreta.

Allarme formazione: il 35% degli studenti di terza media non capisce un testo d’Italiano e al Sud 8 su 10 sono in ritardo sull’inglese. Ecco cosa puoi fare già da subito (…e prima che sia troppo tardi).

Secondo i dati comunicati dal Ministero dell’Istruzione in relazione ai Test Invalsi, emergono preoccupanti lacune che riguardano gli studenti di scuola media, ma anche i bambini della primaria (seconda e quinta elementare) e della scuola secondaria di secondo grado (seconda e quinta superiore). Nel Sud Italia, in particolare, la media delle insufficienze nella scuola primaria tocca picchi che si aggirano intorno al 35%.

Sono dati sconcertanti che rendono una fotografia abbastanza critica dell’attuale contesto formativo italiano. Una testata prestigiosa come La Repubblica, infatti, ha pubblicato un articolo in cui la problematica viene esposta immediatamente nel titolo: stiamo diventando un popolo di ignoranti!

E tu, da genitore che in testa ha solo il bene del proprio figlio, non puoi fare a meno di preoccuparti leggendo queste statistiche.

Io mi sento in dovere di agire, è inaccettabile questa situazione!

È incredibile come un ragazzo su tre abbia dei forti limiti nei risultati scolastici e, di conseguenza, nel livello culturale personale e nell’impatto sociale. Perché si sa, amare lo studio non significa solo andare bene a scuola (una soddisfazione personale sia per il figlio che per il genitore), ma soprattutto vuol dire spianare il terreno verso il raggiungimento dei propri obiettivi personali e professionali. Più vivi la scuola in modo sereno e ami lo studio e più vantaggi avrai nella vita, questa è una certezza.

Perché ci troviamo di fronte a questi numeri spaventosi?

L’ingresso nella scuola primaria rappresenta per molti bambini un trauma. Passano da anni di gioco, movimento, libertà e scoperta ad essere ingessati per molte ore fra una sedia e un banco, senza potersi muovere, senza poter parlare, senza poter giocare, obbligati ad uno studio mnemonico, razionale e terribilmente noioso. Molti bambini sono privi di stimoli, davanti ad una difficoltà in qualche materia ricevono sì molti rimproveri, ma nessuno che li aiuti a fare meglio perché in classe non c’è il tempo, la possibilità e a volte anche la competenza per un accompagnamento personalizzato del bambino. Così quando i bambini seguono, stanno al passo, quando hanno delle difficoltà, restano indietro, soli ed emarginati.

Non sto esagerando, sono le emozioni che tanti bambini e i loro genitori mi raccontano sempre.

La pre-scolarizzazione ha fatto in modo che i bambini, già in prima elementare, debbano sapere scrivere correttamente e arrivare in classe la mattina con i compiti perfetti. Del resto le maestre vivono le loro difficoltà nella gestione di 25/30 bambini e quindi pretendono che le cose si facciano in un certo modo.

Così il bambino incapace di evitare gli errori (non perché non sia intelligente o competente, ma perché l’errore fa parte della vita e della conoscenza), è costretto ad essere aiutato da qualcuno. Molto spesso la mamma, un parente o una babysitter, lo aiutano a fare i compiti. Niente di più sbagliato. Perché fare i compiti insieme al bambino, gli crea una sorta di dipendenza e interiormente la convinzione di non essere capace di fare da solo. I bambini devono imparare a fare i compiti da soli, devono essere aiutati a sviluppare la loro autonomia e nessun adulto deve sostituirsi ai bambini.

Ma non solo.

I problemi principali che i bambini vivono oggi sono:
• Distrazione
• Troppi compiti
• Difficoltà/Blocco in qualche materia
• Mancanza di volontà
• Bisogno di aiuto

Tutto questo genera ansia e stress nei bambini e nei genitori! Abbiamo paura che i nostri figli:
• non riescano ad essere concentrati
• si sentano insicuri
• perdano la fiducia in sé stessi
• abbiano poca autostima e si isolino
• si trovino in difficoltà alle scuole medie
• non sviluppino realmente i loro talenti

D’altro canto ci aspettiamo che nostro figlio:
• viva la scuola e i compiti con gioia e serenità
• diventi più forte e creda nelle sue capacità
• sviluppi i potenziali utili a scuola e nella vita (fiducia, coraggio, determinazione, resilienza, calma e pazienza)

Non so se ti è mai capitato di andare al ricevimento scuola-famiglia e di sentire il maestro dire: “è intelligente, ma deve trovare il suo metodo di studio”. La mia domanda è: dove lo trova?

Non esiste ‘trovare’ il metodo di studio, è qualcosa da costruire sul bambino e per il bambino. I bambini vanno guidati nella loro autonomia.

Non è forse a scuola che si dovrebbe imparare il modo corretto di studiare?

La grande lacuna del sistema scolastico italiano è quella di non allenare autonomia, gestione delle emozioni e intelligenza relazionale, cioè le abilità che nella vita contano davvero e che fanno la differenza. A cominciare da un metodo di studio personalizzato, in grado di porre il bambino nelle condizioni migliori per sviluppare l’amore per lo studio e la conoscenza e potenziarlo poi durante tutto il suo percorso formativo.

I bambini non vivono i compiti con gioia, ma sono costretti a farli!

Scuola e doposcuola tradizionali trascurano gli stati d’animo, le sensazioni, le emozioni che influenzano tutti gli aspetti di vita del bambino. Saperle gestire, essere in grado di sfruttarle positivamente non fa altro che agevolare ogni scelta, ogni approccio e ogni reazione.

Ieri ho chiesto a C., una amichetta di mia figlia che è in 3° elementare: “cosa ti piace di più della scuola?”- “Niente! Non mi piace niente”. Non so a voi ma a me tutto questo fa molta tristezza. Non può un bambino di 7 anni essere così demotivato a scuola e andarci così annoiato e apatico. Cosa stiamo facendo ai bambini? Che razza di sistema è mai questo?

Credo tu sia d’accordo con me. Sono sicura, anzi, che sono considerazioni che tu da genitore premuroso e attento avevi già valutato, ma per le quali non hai mai trovato una soluzione concreta.

La buona notizia è che, se vuoi, puoi davvero aiutare tuo figlio a crescere più forte e sicuro di sé, più capace e motivato a scuola, più sereno in famiglia e con gli altri.

11eLode è il primo Centro Pedagogico in Italia che allena l’autonomia, le emozioni e le relazioni. 

Il Doposcuola Primaria del pomeriggio nasce per supplire le carenze e mancanze della scuola pubblica e per regalare a tuo figlio entusiasmo, motivazione, gioia di studiare e facilità nel fare i compiti.

Tranquilla, non sei l’unica a dover affrontare queste problematiche. Ma quello che stanno già facendo molti genitori è la possibilità di garantire ai propri figli un investimento formativo per il loro futuro.

In 11eLode lavoriamo per:
– un metodo di studio personalizzato
Per far sì che tuo figlio impari a fare i compiti in autonomia secondo la sua unicità e capacità di tuo figlio, sviluppi l’amore per lo studio e la conoscenza e costruisca un reale vantaggio competitivo durante il percorso scolastico.
– lo sviluppo delle abilità emotive
Per evitare i blocchi emotivi che possono condizionare il rendimento scolastico e far sì che tuo figlio impari a riconoscere e gestire efficacemente le proprie emozioni fuori e dentro la scuola.
– lo sviluppo delle capacità relazionali
Per accrescere la sua fiducia in sé, migliorare la sua capacità di relazionarsi con gli altri, le abilità comunicative per capire e farsi capire, creare buone relazioni con i coetanei e mantenerle nel tempo.

“Da quando frequenta 11eLode (appena due mesi!), noto che Greta ha più responsabilità nel fare i compiti, cosa che prima non aveva, dovevo io inseguirla per farglieli fare! Adesso si mette da sola a farli, li fa come si deve e più volentieri e ha anche sviluppato una maggiore autonomia nell’organizzazione del tempo e nel metodo di studio”.
Federica, mamma di Greta

“I cambiamenti che ho visto in lei sono stati innanzitutto che ascolta molto di più quello che le diciamo, mentre prima non era affatto così! Ad esempio, per quanto riguarda lo studio, i compiti adesso li fa con molta più facilità, mentre lo scorso anno dovevamo litigare sempre per farli, a volte si rifiutava proprio. Invece da quest’anno quando io le dico: <Ale devi fare i compiti>, all’inizio magari mi chiede ancora tempo però poi si siede e li fa senza fare capricci, con più tranquillità”.
Francesca, mamma di Alessandra

“A scuola avevamo iniziato che ricevevamo ogni giorno note sul quaderno, non tanto per i compiti in sé, ma in quanto era molto movimentato in classe, anche con in compagni, si alzava, parlava. Adesso di note non ne stiamo ricevendo, quindi sta iniziando a prestare più attenzione anche in classe. Anche nei compiti è tranquillo, si mette a farli da solo, non bisogna insistere più di tanto”.
Manuela, mamma di Leonardo

Durante le nostre attività per prima cosa partiamo dalla personalità di ciascun bambino, cerchiamo di capire chi abbiamo di fronte. Poi lavoriamo con ognuno di loro per sviluppare le competenze più importanti, abilità che non si imparano a scuola e che invece nella vita contano davvero.

In 11eLode tuo figlio imparerà a:
– aumentare la fiducia in sé stesso
– potenziare l’autostima
– imparare a gestire le emozioni
– essere più autonomo
– eliminare ansie e paure
– allenare la creatività e la fantasia
– migliorare le relazioni con gli altri
– essere più sicuro di sé
– acquisire nuove abilità comunicative
– vivere in armonia con gli altri
– sviluppare coraggio e determinazione
– amare la conoscenza e lo studio
– aumentare la motivazione al rendimento

Ecco perché dovresti scoprire di più su 11eLode e sulla possibilità che tuo figlio faccia questo percorso insieme a noi chiamando il Numero 0832-1920135

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